martedì 23 dicembre 2008

Provocazione

Dodici anni fa, quando venne pubblicato il libro che la contiene, nessuno volle capire di che cosa veramente parlasse questa provocazione in forma d’apologo. Ora, per fortuna e purtroppo, le cose sono cambiate.
Era - anzi è, il presente racconto è presente davvero, questa vicenda accade realmente nello stesso momento in cui viene narrata, la narrazione non ne è che il verbale, il simultaneo regesto, la prima nota - e anche l’ultima.E’, dunque, un ratto, un bel rattone di fogna; in verità né bello né brutto agli occhi di Dio, del tutto simile a milioni di altri individui della sua specie; e agli occhi degli uomini, se mai avesse importanza, piuttosto repellente e molesto.Vive in riva a una fogna, ai bordi di una grande metropoli del Terzo Mondo, presso uno dei suoi immondezzai, dove conduce una quotidiana battaglia per la sopravvivenza con i suoi conspecifici e con gli esseri umani che su quei monti di spazzatura si aggirano per ricavarne un mezzo vasetto di marmellata ammuffita, un quarto di mela, un cencio col quale coprirsi.

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