martedì 28 aprile 2009

Provocazione ... 35

Qualche tempo fa Erre ebbe una delle sue solite visioni di veglia. Si vedeva sul letto di morte, circondato da immagini confuse che non arrivavano a turbare quel momento di raccoglimento solenne. Ma ad un tratto se ne presentò una che dapprima lo scosse riportandolo al mondo in un moto d’orgasmo, in un tono di nostalgia sovracuta.
... Roberto Rossi Testa

Una vita in fuga

vivere è una gran fatica, per alcuni più che per altri, ognuono immerso dntro i propri affari indifferente a tutti anche alla morte ... finchè non è la propria!

... Nessuno sembrava ricordarsi più dei giorni di festa, degli emigranti, di quel periodo straordinario in cui il paese accoglieva i suoi figli sparsi per il mondo e le vie brulicavano e si udivano voci e schiamazzi e dialetti di ogni genere. La notizia della morte di Gianni colse tutti di sorpresa. Lo trovarono privo di vita nel monovano che aveva acquistato da poco con un mutuo ventennale. Il capoufficio e i colleghi di lavoro inviarono un telegramma di cordoglio. Se ne parlò per circa un mese, poi ognuno si immerse nelle proprie occupazioni. Giunse l’estate. E le vie ritornarono gremite di giovani con abiti alla moda e l’accento del nord.

di Pasquale Giannino

Zabriskie Point

Una città divisa in due, il simbolo della libertà. anche i vincitori si "son divise le vesti" finchè il muro ... dell'indifferenza e dell'ingiustizia cadde ...

25 aprile

Per non dimenticare che mai nessuna guerra e nessuna dominazione sono giuste. Non ci sono popoli migliori di altri ma solo e soltanto l'UOMO

sabato 25 aprile 2009

Provocazione ... 34

... Simba a un tratto s’è scosso, è balzato sul topo e ne ha fatto un boccone. Ovviamente nessun testimone; tranne Simba medesimo.La guancia sinistra di Simba, a poche ore dal misfatto, ha cominciato a gonfiarsi, a gonfiarsi sempre di più.Il direttore, solerte e amorevole, ha fatto venire il veterinario, il quale ha effettuato analisi e somministrato farmaci. Ma Simba non ha nulla, nulla almeno risulta al momento: per cui ogni cura è inutile.Simba, in perfetta salute, non si muove né si alimenta più; immalinconisce e deperisce. Se la situazione non cambia entro breve, entro brevissimo, il direttore sarà costretto a chiamare un’ultima volta il veterinario, per l’iniezione letale. Per il direttore sarà un atto di pietà, e per Simba un sollievo.

Roberto Rossi Testa

Crisi di un genere letterario

Nel mondo dell'editoria sembra che i racconti non vadano più di moda neanche nell'epoca delle short stories. Ma sarà veramente così? La piccola editoria nel campo si inserisce e li rivaluta così esce "Senza fermarsi." Per un appuntamento annulla che viene ricondotto in un unico filone "Parole dal viaggio", la casa editrice di Azimut che lancia la sfida è Azimut. E' una raccolta di racconti che ha come tema, appunto il viaggio. non ci rimane che ... partire per la prima libreria.

venerdì 24 aprile 2009

Io e Bob Dylan

Sta per uscire Together through life di Bob Dylan, un disco molto bello e anche molto diverso da Modern times. Una vita insieme, dice il titolo in copertina; una vita insieme, dice la foto degli innamorati che si baciano sul sedile della machina; una vita insieme, e le canzoni dell’anno scorso contenevano un po’ di tutto, mentre quelle di quest’anno sembrano fatte quasi di niente.Hai presente l’orto francescano? Un terzo coltivato a frutti, un terzo coltivato a fiori e un terzo coltivato a malerbe. Ecco cosa mi ricorda questo lavoro. Mi rigiro tra le mani la copertina dell’album, le canzoni sono dieci, tutte bellissime e tutte e dieci che strizzano l’occhio all’amore e a tutte quelle altre meraviglie che gli passano accanto. Si incomincia con un rock-blues latineggiante intitolato Beyond here lies nothin’, e poi si prosegue con un giochino da crooner chiamato Life is hard. Un bel blues alla Willie Dixon è invece My wife’s home town, mentre If you ever go to Houston fa venire in mente It takes a lot to laugh, it takes a train to cry. L’elenco prosegue con Forgetful heart, Jolene e la frontaliera This dream of you.

... Loris Pattuelli

E poi torna la primavera

quell’aria cordiale che ci carezza
e bilancia la mancanza
ascolta l’usignolo che canta e ora cala nel nido
si svegliano i cuori gli uni verso gli altri freddi
nell’inverno più lungo e ulcerato
nei mesi ospedalieri
crollate le borse come piramidi di muschio
muti i merlici sarà la crescita di ogni cosa viva
si gonfieranno i gusci e le gemme
i rami irromperanno nel cielo
i bulbi cocciuti dei ciclamini esploderanno nei boschi.
Si potrà rimettere i piedi a terra
abitare il nostro luogo
fede è sostanza di cose sperate di cose reali e vere
non verseranno acqua come sangue le viti
per tempo potate e colme
non piangeranno le viti e il cielo ferito.

Gabriella Sica da "Le lacrime delle cose"

martedì 21 aprile 2009

La divulgazione

Dubbi e rabbie di uno scienziato o presunto tale che ha come compito, dettato dall'esigenza di tutti: il 27 del mese, di firmare articoli da divulgare come sapere.

Quanta rabbia provoca questa data e quanto lavoro con rospi da mandar giù, così grandi che si arriva a chiedersi chi bisogna elevare, l'uomo qualunque? e chi è costui? certo l'animco non è dei migliori per dirlo ma comunqueil quadro che ne esce non è così lontano dalla realtà. Però... lo scienziato fedele al suo "padrone" è veramente al di fuori di questo genere umano?

Quel sorriso

I sogni di un ragazzo di 19 anni imbaracatosi su una nave per l'America. Incertezze, paure, sogni e la speranza di trovarsi nelle foto della zia Margie e in quel paese che l'attende.
Un incontro particolare che alimenta i sogni ed elimina le paure e la sua ingenuità le componenti fondamentali per finire un viaggio e iniziarne un altro eterno.

un racconto di Enrico Gregori

lunedì 20 aprile 2009

Provocazione ... 33

...
Trascorrono altri anni, e sono la vista e l’udito a scemare, sicché, per vederci e sentirci qualcosa, mica per altro, Erre di banco in banco risale la navata, fino a trovarsi al primo. Anche da lì ci sente e ci vede ormai pochissimo, eppure quel pochissimo è proprio, esattamente, né di più né di meno, il suo necessario.

Roberto Rossi Testa

Poesie di Walt Whitman

« Io canto l'individuo, la singola persona / al tempo stesso canto la Democrazia, la massa »
(W. Whitman)

Walt Whitman è stato un poeta e scrittore statunitense. È conosciuto per essere l'autore della famosa raccolta di poesie Foglie d'erba
Fu cantore della libertà (ma anche della sessualità e della omosessualità) e di un ideale visionario che pone l'uomo come momento centrale rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose.
Cantò, soprattutto, l'essenza di quello che diventerà successivamente il sogno americano. Dalla sua opera proviene la celeberrima ode che inizia con il verso "Oh Capitano, mio capitano" (filo conduttore del film L'attimo fuggente).

domenica 19 aprile 2009

Provocazione ... 32

... Chissà, chissà per quanto tempo si potrà ancora procedere senza affondare.Laggiù laggiù, oltre quel banco di nebbia, forse, una nave.

R. Rossi Testa

Sonetto del breve momento

Piume di nidi sui tuoi seni; urne
di rossi fiori sul tuo ventre; fiori
lungo tutto il tuo corpo, terso dai dolori
di primavere pazze e notturne.
Pantani vegetali sulle tue gambe
che fremono di serpenti e di sauri
itineranti nei multivari
fiumi di acque statiche ed eterne.
Belve che ululano nelle steppe fredde
delle tue bianche natiche vuote
come un deserto tramutato in neve.
E nel mezzo di quella inumana fauna e flora
io, nudo e solo, ascolto l’Uomo che piange
la vita e la morte nel momento breve.

Vinicius de Moraes

giovedì 16 aprile 2009

Tutta colpa di Nietzsche?

....
Questo articolo è stato scritto in risposta all’osservazione di papa Benedetto XVI del 9 aprile sull’influenza negativa di Nietzsche nella crisi del nostro tempo: «Nietzsche ha dileggiato l’umiltà e l’obbedienza come virtù servili, mediante le quali gli uomini sarebbero stati repressi. Ha messo al loro posto la fierezza e la libertà assoluta dell’uomo. Orbene, esistono caricature di un’umiltà sbagliata e di una sottomissione sbagliata, che non vogliamo imitare. Ma esiste anche la superbia distruttiva e la presunzione, che disgrègano ogni comunità e finiscono nella violenza».
I mali che secondo Ratzinger risalgono al filosofo tedesco, dalla violenza al relativismo.
L’ accusa del Papa al filosofo nichilista.
Povero Nietzsche! È stato l´unico filosofo a cui è toccato il singolare privilegio di essere considerato responsabile niente meno che di una guerra mondiale.
Durante il conflitto del 1914-1918 in una libreria di Piccadilly erano esposti in vetrina i diciotto volumi delle sue opere complete in inglese, con una scritta a lettere cubitali: The Euro-Nietzschean-War: leggete il diavolo per poterlo combattere meglio!
Poi venne il nazionalsocialismo, e alcune sue dottrine - il superuomo nel senso della selezione biologica, la volontà di potenza, l´antropologia dell´animale da preda e della bestia bionda - furono considerate alla stregua di una fonte di ispirazione dell´ideologia razzista e del totalitarismo.
... Franco Volpi

A cosa serve la poesia?

... Sarebbe facile trovare mille risposte se fossi insieme ad un’amica, ci sarebbe quella comunanza di fondo – poesia come pane - che ora non c’è e che mi fa sentire come un forestiero venuto da molto lontano per raccontare gli strani usi e costumi del suo paese, rendendosi conto , mentre parla, di non avere spiegazione alcuna.
Sinceramente non so cosa rispondere. Non ho risposte preconfezionate, non voglio mettermi al di sopra delle cose, formulando, come sarebbe assai facile, una teoria della poesia. Voglio guardare chi mi pone questa domanda in faccia, penso che è questo che devo alla poesia: la mia smarrita sincerità.
....
Stefanie Golish

mercoledì 15 aprile 2009

Provocazione ... 31

L’ambulante è tornato quando la donna gli aveva chiesto e la cosa oramai va avanti da anni. Lui arriva e le spacca la legna mentre lei gli riattacca un bottone; poi dividono la cena ed il letto. Nella notte lei prova ed assaggia la merce di lui, che non compera mai. Poi lui all’alba riparte: libero di andare e tornare come un satellite, un pendolo.

R. Rossi Testa

Provocazione ... 30

È piena estate e gli insetti abbondano, sicché Erre non si preoccupa del vistoso eritema rosso fuoco che d’un tratto gli è fiorito su un braccio; però, da bravo ipocondriaco, non lo perde di vista.

....
Roberto Rossi Testa

giovedì 9 aprile 2009

Una poesia

perdo ogni cosa anche i libri letti
nella scoscesa ritrosia del lutto.
maleficio di steccato
ho visto il caso fustigarsi fato.
con la corda del boia s’impenna
la penombra. tra breve brancola
la fine del tatuaggio la tua origine.
tra sterpi di coriandoli bambini
nessuno più ride, la ventosa del labbro
borbotta le gare delle perdite
i davanzali anneriti dal cranio del màrtire
dal martìre temporale.
l’universale della bestemmia è solo
un caso di vetro incrinato, un rapace
senza pace, un crimine per mito,
un mito per crimine. la bisaccia
fa sempre in tempo a raccogliere
scommesse i fati d’àncora.

Marina Pizzi

Un magazzino di scarpe usate

Pioggia sempre in agguato nel mese di maggio.
In una lurida città di porto, un magazzino di scarpe usate.
Appese al cornicione tutte le scarpe usate, ciascuna
con i suoi tacchi consunti, il cuoio lacero, tutte riparate fino all’inverosimile,
roba ormai da buttare, irrimediabile.
Modelli raffinati, così conciati da farti star male,
scarponi di gomma fuori moda,
scarpe da studente ricoperte di pezze colorate,
stivali che non hanno perso tracce di potere e prestigio, scarpe per bambini,
ognuna a modo suo, attraversando qualche rotta oceanica, ora riuniti qua,
questi vascelli straccioni, tutti stanchi.
Oh, che scenario metaforico è questo.
Eppure cerco di trovare una compagna adatta ai miei piedi.
Sì lo so. Suole di cuoio cotte dal sudore grasso dei piedi di qualcuno
da qualche parte, il dolore di una borchia che spunta.
Sì lo so. Il freddo dell’acqua che s’infiltra, il bisogno di piangere,
le parole di calda compassione che ci commuovono entrambi, che noi,
quelli fuori combattimento, riusciamo a comprendere col cuore.

Mitsuharu Kanedo

mercoledì 8 aprile 2009

Cosa fare di fronte a una catastrofe annunciata?

La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona anche per te.
(John Donne)

Provocazione ... 29

Ma poi le mani si congiungono e il dolore diventando più forte si fa sopportabile, finché una voce gli grida: “Che cosa credevi, non sei qui per gloriarti ma per servire. Avanti!”.

Roberto Rossi Testa

domenica 5 aprile 2009

Massimo Sannelli

Se lo stile di Sannelli nasce dall’urgenza di salvare la voce, come afferma Fabio Zinelli ne La parola plurale, è anche vero che quest’ultima, incidendosi nella pagina scritta, diventa epigrafe, dettato definitivo, testimonianza indelebile.
In altri termini: il respiro (il fiato, la psiché) del verso, corto perché ferito, infuocatosi nel bianco della voce per sovrabbondanza del sentire, si solidifica nella grafia, nel segno inciso, ergendosi in tal modo a monumento di ciò che – nell’animo del poeta – è stato ed è, e ciò apparentemente senza tensioni affettive giacché sembra realizzarsi nella purezza di una perdita oramai acquisita e quindi serenamente accettata. Tale abbandono della presa (della cosa che ha fatto o fa soffrire) si mostra nella superficie sintattica della sua scrittura, la quale così diventa non solo lapide (ossia spazio dove l’iscrizione perdura), bensì maschera essa stessa, maschera funerea che sagoma e finge rappacificata la natura franta di Sannelli. Questi – che invero ha nel taciuto, nel “riserbo”, la cifra tellurica della propria autenticità – attraverso la poesia, offre dunque al lettore l’occasione d’incontrare, senza rabbrividire, il proprio simulacro, la cui novità modernissima consiste nell’essere ricco di vuoti, di passaggi rizomatici nei quali è ancora possibile intravedere la nudità del suo volto, del grido che il suo volto incornicia. In questo senso, la scrittura di Sannelli assume la funzione della Sacra Sindone, di un’umanissima Sindone sotto la quale il corpo suo silenziosamente implora un padre capace di donargli una resurrezione. Una, si badi bene, non ‘la’ resurrezione, perché la mistica del quotidiano gli impedisce di astrarre dal particolare, votandolo perciò al canto del frammento, all’ode creaturale.

... Stefano Guglielmin

Assoluto amore

Caro amico,è con vivo rammarico che devo confermarti la mia decisione di porre fine a queste sofferenze. Ho lottato fin che ho potuto, ma adesso basta. Sono un uomo finito. L’opportunità che Nostro Signore l’Altissimo mi conferì non è bastata a donarmi pace sulla terra. Ho fallito in tutto, e ora nulla mi attende. Infatti non possiedo nulla, non ho nulla, non ho raccolto nulla. La mia biblioteca spartiscila con gli altri. Saprai bene come fare. Sono ottomila volumi di spiccatissima qualità. Edizioni rare, raccolte con tanto amore. Per quanto riguarda i miei abiti, buttali. Non voglio che nessun altro li indossi. Al piccolo Peter dona quel berrettino col ponpon, tanto delizioso. E’ l’unico capo che desidero trattenere in questo mondo. Sono solo al mondo, come sai. E non lascio nessuno. Ricorda. Il Signore crea gli esseri e li fa troppo deboli.

.... Giovanni Martini

venerdì 3 aprile 2009

Il vento soffia ancora

Di cover il mondo della musica è pieno ma per noi di un'altra generazione, sentire cantare brani di "colonne" della musica da giovani autori a volte ci fa accapponare la pelle.
Siamo abituati a quella generazione di cantautori che scriveva poesie e non canzoni, che suonava strumenti e non musica elettronica "partorita" da un computer. Però il mondo va avanti con la sua tecnologia e noi sembriamo solo dei nostalgici ma per noi il vento continua a soffiare nonostante tutto.

Libri

Il libro per chi ama la letteratura che sia scrittore o lettore è un bene sacro. Un bene a volte ancor più importante del vivere o della casa. Il primo pensiero è salvare la propria libreria da tutto e tutti. La Haggadah un libro sopravvissuto aun apagina di storia che volentieri cancelleremmo.

mercoledì 1 aprile 2009

Provocazione ... 28

... Erre ha passato i quaranta, ma quando legge secondo il suo dono è solo, quindi cerca almeno di stare bene attento a quello che fa: tralascia le Scritture, di cui si sa indegno, e le opere dell’antico nemico, concentrandosi su quelle che sente potranno appartenere al nuovo Canone, quando ne saranno riaperte le porte, lasciando passare il tuono e la folgore.
Roberto Rossi Testa

La grande opera

...Ecco, era quello il giusto pensiero. L’ispirazione autentica, la guida divina per la sua mano che stringeva la penna. Quel pensiero che l’aveva condotto nel viaggio fra le anime dell\’altro mondo, il mondo vero.
La penna cominciò a scorrere veloce, il calamo intinto nell’inchiostro lasciò la sua traccia sicura, nel suo solco leggero. Un verso, due, tre. Una nuova terzina completa, perfetta.
La sua mente ardeva.
Il suo pensiero diventava subito scrittura.
Era così che aveva preso vita ogni sua profezia. Non doveva dimenticare la più piccola parte del mondo, gli umili lettori, coloro che non avevano percorso il suo cammino e non avevano potuto accumulare la sua ricchezza di conoscenze. Anche loro dovevano poter capire. Aveva scelto la lingua che parlava agli illetterati, per questo. Ma sapeva ugualmente come farsi ascoltare dalle menti illuminate. Da chi come lui conosceva le segrete cose, la verità nascosta.
... Bianca Garavelli