lunedì 29 giugno 2009

Uno strano articolo

Liberazione di oggi contiene un articolo così strambo che si stenta a credere ai propri occhi. Ci si chiede se non vi sia un errore, se non si tratti di una nota d’agenzia pubblicata senza il filtro redazionale. Invece è un pezzo firmato, non sappiamo se da un redattore o un collaboratore: l’autore è Davide Mancuso.
Apre la pag 6, nella “Politica”, col titolo: Cannabis made in Italy, garantiscono le cosche – i boss cominciano a produrre stupefacenti in proprio. Ha come base il rapporto annuale della Dcsa, la Direzione centrale dei servizi antidroga, che riferisce sulle coltivazioni di canapa indiana gestite dalla mafia nel Sud, soprattutto Calabria, Sicilia, Puglia. Si legge, nell’articolo, che nel 2008 in Sicilia sono state sequestrate ingenti quantità di marijuana e hashish, “le sostanze stupefacenti più in circolo nella regione”; seguono termini come “narcotraffico”, “cocaina” ed “eroina”, tutte riferite alle azioni delle forze dell’ordine che combattono contro “la droga”, che comprende anche la sostanza stupefacente denominata marijuana.
Ora, non si tratta di dettagli. Le droghe stupefacenti sono gli oppiacei, l’alcol, le anfetamine, le pasticche eccitanti. Causano danni gravi al sistema neurovegetativo, al cuore, agli organi interni, e creano dipendenze molto serie. Causano molti morti all’anno. Per anni e anni ci siamo battuti per uno studio approfondito sulle droghe, che distingua nettamente tra gli stupefacenti e le psicotrope come i derivati della cannabis, che non creano danni né dipendenza (ovviamente gli abusi sono sempre da evitare); ci siamo battuti per anni e anni per una loro depenalizzazione, prendendo come esempio i paesi del nord Europa che, indifferenti alla demagogia e al populismo, le hanno depenalizzate e in certi casi parzialmente liberalizzate. Davide Mancuso sembra non avere mai sentito parlare di tutto questo. Scrive il suo bravo articolo che avrebbe potuto pubblicare tranquillamente su Il Giornale, Libero, La Padania, sulla lotta senza quartiere delle forze dell’ordine contro La Droga, la pericolosa stupefacente ganja. Invece esce su un giornale che fa riferimento a un partito che da sempre è favorevole alla depenalizzazione, che respinge il proibizionismo ottuso che regna nel nostro paese, fondato su una confusione pericolosa tra le sostanze. Proibizionismo che favorisce proprio la penetrazione della criminalità nello spaccio e nella produzione – cvd – con l’inevitabile taglio delle stesse sostanze (sappiamo che molte partite di hashish sono tagliate con farmaci e porcherie sintetiche).
.... di Mauro Baldrati

un sogno comune...?

Finirà anche questa pietosa stagione politica, e credo che in molti ci si aspetti, giunto quel momento, non un semplice “buon programma di governo” e “valide strategie elettorali”, per il futuro. Una società martoriata come la nostra – sullo sfondo di una questione morale quasi ogni giorno sotto i riflettori della stampa nazionale e straniera – dalla crescente povertà e precarizzazione, seppure globale, da leggi volte ad evitare al premier processi e possibili condanne penali, da leggi elettorali che hanno tolto al cittadino il diritto di scegliere direttamente i candidati, per attribuirlo alle segreterie dei partiti, da una serie di norme mirate ad imbrigliare la magistratura, a limitare il diritto di libera espressione, informazione e comunicazione attraverso la Rete e le tivù pubbliche, a imporre una fonte energetica, il nucleare, bocciato con un referendum vent’anni fa, a smantellare la pubblica amministrazione a cominciare dalla scuola pubblica, con licenziamenti, esternalizzazioni di servizi e trasferimenti massicci di risorse al settore privato – ha infatti bisogno di qualcosa di più.
Si sente forte il bisogno di un ribaltamento di destino – quello disegnato da pochi a svantaggio dei molti – attraverso un progetto coraggioso, chiaro nelle finalità e largamente condiviso; un progetto onesto e deciso che voli alto, che sappia unire le componenti sociali dentro nuovi equilibri che garantiscano, a tutti, un’esistenza dignitosa senza intollerabili sperequazioni e senza togliere, oltre misura, a chi molto possiede; un progetto a livello mondiale che dalle ceneri del liberismo e del capitalismo morenti sappia rigenerare speranze e almeno qualche sicurezza, nella vita: nel lavoro, nel soddisfacimento dei bisogni primari (sufficiente alimentazione, una casa che tutti dovrebbero avere senza essere strangolati dai mutui, un’istruzione fino al più alto grado) in una rinnovata etica dei consumi e nell’utilizzo delle risorse naturali e sociali; un progetto globale che sia di riferimento ai governi nazionali e locali; un progetto che ponga tra le priorità l’aiuto costante e massiccio ai singoli e alle popolazioni bisognose, mettendo in conto interventi internazionali per reprimere dittature e guerre sanguinarie.
... di Giovanni Nuscis

sabato 27 giugno 2009

La prima volta

....Tutto dipende dal momento irripetibile in cui decidi di andare da lui, o da lei. Credo nel destino. Il destino è un atto cui devi dare un contributo, due piedi che si muovono precisamente in quella direzione. Il resto viene da sé. Ti rubano tutto, ma il destino ti ha toccato, con la sua ala leggera. Voli.
....
Fabrizio Centofanti

Vomito di mezzanotte

....Non ho mai perso la speranza,non ho mai voluto credere che l’amore non facesse per tutti, e tanto meno per me… che dopo tutti questi “ ti amo ” il velo di maya mi si lacerasse davanti e mi mostrasse la verità per quello che è ; sono una donna che è stata fedele per tutta la vita al suo cuore e ha amato, ha amato, ha amato l’amore, questo sentimento che avrebbe tanto voluto conoscere e provare, sapere nel suo docile petto. E’ stato un amore platonico, ma non per questo meno reale di tanti altri amori disgraziati che non si sono mai conosciuti.
Un amore che ha davvero lacerato la carne nella continua e ossessiva ricerca, mai conosciuto,e tanto ardentemente desiderato.
Johanna Combi

giovedì 25 giugno 2009

Saturday night fever

... Forse, non ce lo siamo mai neanche chiesti, se è giusto o sbagliato, se ci piace o meno, no, non ce lo siamo mai chiesti. Ma a volte un sabato sera basta, basta per mettere sottosopra la realtà, per colpa di quel minuto di troppo ti dimentichi che quella non è la tua vita, e ti butti in un precipizio da cui non si può scappare, ti dimentichi che è solo una grande festa in maschera, perché la persona che stai baciando, abbracciando, coccolando, sembra tutto quello di cui hai bisogno, la cosa più desiderabile al mondo, l’unico essere a questo mondo che ti comprende e che ti può aiutare, l’unico che puoi amare.
.... Johanna Combi

L'arrampicatore di specchi

..... Uno dei miei primi allenatori mi disse un giorno: “Si vede subito che tu hai tatto, con le cose.”
E lo diceva sia riferendosi alla mia abilità con i materiali lucidi, sia in un senso più figurato, alludendo alle mie doti di persona che sa stare nel mondo.
Ma non si fraintenda: non sono due cose distinte, perché la nostra specialità non è soltanto uno sport, ma un’arte. Inerpicarsi sulle nude superfici vetrose con la nuda forza delle mani non è che una metafora della vita: è il lato pratico dell’attitudine sociale a destreggiarsi negli ostacoli scivolosi che la vita ci presenta.
.... Paolo Alessandrini

La fede e la paura

La fede e la paura. Lei scrive che “l’antitesi della fede è la paura, più ancora del dubbio”.
Il dubbio è nella natura delle cose di cui stiamo parlando. Io però gli sono particolarmente affezionato: oltre la sua misura logica. Quando scrivo mi viene di partire dall’oscurità, da ciò che so. Forse una storia si può raccontare in due modi: partendo da ciò che si sa o partendo da ciò che non si sa. Io parto sempre da ciò che non so. Non tanto per mia scelta, quanto proprio per come sono diventato. E’ difficile non essere se stessi; guai se si cerca di imbrogliare le carte. Non dico che ci si deve accettare, ma insomma… almeno ci si deve adoperare, per quello che si è e non per quello che non si è.Chiudiamo la digressione, lei mi domanda della fede e della paura. La fede è gioia, una fede vera, coerente, non può che essere gioia. Se uno crede in Dio gli deve bastare (e avanzare, traboccando: “Io non sono solo, perché il Padre è con me”, Vangelo di Giovanni). Il fatto che non gli basti è segno che la sua fede non è salda, non è piena. Ricordiamo Gesù nell’orto dei Getsemani? Il tentatore, dopo i quaranta giorni del deserto, gli ha dato appuntamento lì: e uno dei suoi argomenti, lì, è la paura. Ma Gesù vince la paura, con sudore di sangue, mettendosi nelle mani del Padre.
... Salvatore Mannuzzo

Lo Spirito e la poesia

“Dove lo Spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco. Dove ha inizio l’infanzia del popolo, io amo”. (René Char)
La poesia davvero odierna, che esprime cioè l’adesso fatale che viviamo, sgorga lì dove lo Spirito ha smesso di distruggere, perché in un certo senso tutto è già stato distrutto. Dove il silenzio si è fatto molto più abissale della caduta dei nostri ultimi detriti mentali. Dove io non ho proprio più parole, neppure di disperazione.
Lì qualcosa come un inverosimile sollievo sembra scendere su di noi, e rispondere.
Dove lo Spirito riprende la parola per rispondermi, io nasco.
E questo dialogo nuziale e natalizio diviene la camera di rianimazione del linguaggio, dove imparo a bene-dire ogni cosa: il cedro e l’eucalipto, la casa e la sorella accanto a me, mia madre, mia moglie, mio figlio, e mio fratello: tutto il creato e il giorno in cui vi sono nato.
Per raggiungere questo luogo in cui lo Spirito mi cura, rispondendo alla mia invocazione, debbo ogni giorno lasciar cadere moltissimi pezzi del castello diroccato della storia e della mia stessa vita, moltissimi discorsi e scorie.
Lo Spirito si dà a chi a tutto rinuncia.
Così, semplice-mente. Così, senza parere.“Dove io mi dimenticai in teTu divenisti pensiero”. (Paul Celan)
.... Marco Guzzi

martedì 23 giugno 2009

Intervista a Erri De Luca

-Qual è il senso profondo della capacità che Don Gaetano ha di leggere nei pensieri della gente? La vittoria del cuore sulla ragione? Il superamento dell’io in una sensibilità capace di comprendere gli altri?

Non scrivo crittografie che un lettore deve poi risolvere, scrivo storie e don Gaetano è semplicemente uno che a forza di solitudini è capace di ascoltare i pensieri delle persone. E’ molto meno fantasioso delle capacità del barone di Munchhausen.

l'intervista intera su LPELS

Salmo breve

Avorio esotico arancio,
ebano sole acceso d’alba,
gioiosa festa pagana,
stola devota e felice
di celebrare il cielo terrestre,
capovolto nelle bianche pozze
di pioggia nelle quali si specchia
questo nostro comune sole lunare.

da "Amnesie amniotiche" di Pasquale Vitagliano

domenica 21 giugno 2009

Cartoline da Cairano

1.Cairano guarda a sud dalla sua rupe. È un paese dove sono rimasti trecento abitanti. Alla fine di giugno, quando ad occidente c’è più luce, Cairano7x è una settimana per parlare e ascoltare, per guardare, per stare in silenzio, da soli o insieme agli altri.
2.Cairano 7x non è un´adunata di specialisti. È una festa del silenzio e della luce, un cantiere delle arti e del buon vivere.
... Franco Arminio

Cose Nostre

... Mentre stavolta mia madre era tutta orgogliosa.
“Senti, senti che ha scritto mio figlio, sentite chi nipute intelligente c’avite”.
Si era presentata per il solito caffè pomeridiano a casa dalla mie zie gemelle, tutte due zitelle che vivevano assieme, e tutta contenta voleva leggergli questo racconto che stavolta parlava di loro,
o più precisamente della famiglia da parte del loro padre.
... Gaspare Balsamo

giovedì 18 giugno 2009

Provocazione ... 40

....Prima di uscire accostando adagio la porta, l’uomo salutò come sempre il ninnolo del padre della donna, che questa volta non rispose, limitandosi a voltargli le spalle dopo avergli fatto la lingua.La donna, dal momento che la cena veniva ritardata, andò a infilarsi la tuta da lavoro, tirò fuori i suoi strumenti e si pose all’opera solita.
Roberto Rossi Testa
Recensione a HITLER E I TEDESCHI, di Eric Voegelin (Edizioni Medusa 2005)

Il dogma della cristianità si logora di fronte ai progressi della scienza … Tutto ciò che rimane è dimostrare che nella natura non esistono frontiere tra organico e inorganico. Quando la comprensione dell’universo si sarà diffusa, quando la maggior parte degli uomini saprà che le stelle non sono fonti di luce, ma mondi, forse mondi abitati come il nostro, allora la dottrina cristiana sarà relegata al rango di assurdità … L’uomo che vive in comunione con la natura si ritrova necessariamente in opposizione a tutte le Chiese, ed ecco perché queste sono votate al fallimento, perché la scienza è destinata a vincere.
Vi chiederete, cosa c’entra qui Odifreddi? Perchè è chiaro che questa citazione non può che appartenere a uno di quegli scienziati d’assalto o divulgatori di scienza, che armati dei loro concetti da laboratorio si adoperano per liberare le masse da ogni residuo di superstizione come l’ammirazione reverenziale al mistero della creazione o l’esitazione a mettere in agenda la palingenesi tecnologica dell’universo, tipi come Dawkins o Odifreddi insomma, con quei loro libri acuminati e ultimativi. Ma vi sbagliate.Le perle di saggezza qui sopra appartengono all’imbianchino più celebre del XX secolo, vale a dire Adolf Hitler, però Odifreddi c’entra comunque, a suo modo, perchè l’uno e l’altro raggiungono un’autorevolezza nei confronti delle masse che presuppone il verificarsi dell’identica condizione, vale a dire l’avvento della stupidità al potere.

Valter Binaghi

martedì 16 giugno 2009

Quatro giorni per non morire

Testo introduttivo e intervista di Alberto Pezzini
Marco D’Aponte ha disegnato, su sceneggiatura di Andrea B. Nardi, Quattro giorni per non morire. Una graphic novel tratta dal romanzo amaro di Marino Magliani, edito da Sironi. E’ così che è venuta fuori una graphic per Transeuropa (2009),
La trama fa male. Inzia il 18 giugno del 1989 e sembra l’incipit di un romanzo buio, alla Carlotto. Diciamolo così perché ha un qualcosa di irredimibile fin dall’inizio, qualcosa che ti sembra già combusto e perduto dalla prima tavola.
Traffico internazionale di cocaina. Il protagonista, Gregorio Sanderi, viene arrestato all’aeroporto di Fiumicino quando torna. E crede di essere stato venduto dal suo amico, e compare. Tutto era iniziato per la ricerca affannata di opere d’arte. Archeologia che dà il tremito.Poi era virato tutto storto. Lui, Gregorio, si ritrova in carcere. Ed ha un permesso di quattro giorni per andare a trovare la madre morta. In quei quattro giorni di licenza trova il tempo di farsi visitare, per capire così che la zanzara, da cui aveva contratto la malaria, gli ha lasciato un veleno ad orologeria nel cuore. Quattro giorni per fuggire ed andare in una clinica dove esiste l’unica cura sperimentale. Quattro giorni per tornare ad Imperia, a Sorba, in una Liguria dove Biamonti sta dentro le pietre. La fine sarà dentro un aeroporto. Così come l’inizio. Amara come una bottiglia di assenzio andata a male.

L'anno scolastico si è concluso

2008-2009: Cronistoria e bilancio di un anno scolastico “in movimento”
di Tullio Carapella
Quella che segue non è un’analisi esaustiva del movimento in difesa della scuola pubblica sviluppatosi in questi ultimi mesi, ma è semplicemente un punto di vista personale e parziale di alcuni suoi momenti “salienti”, per individuarne limiti e potenzialità, in vista di una sua probabile ripartenza nel prossimo autunno. Credo oggi possa risultare utile anche “raccontarci gli errori” per migliorarci perché io stesso, se ripenso alla mia piccola parte, so che non rifarei tutto allo stesso modo.

domenica 14 giugno 2009

Profeti

Il ragno intreccia
Fili di sangue
Nel dolore sordo del baricentro,
ma la preda non accetta trigonometrie;
la fine circostanziale
implica altri destini, resta un rebus
troppo chiaro, quasi aperto

Angelo Scandurra

Quello che resta

Un buco non vale l’altro.
– Non si cali
nel primo che le si apre sotto
come una botola di teatro tanto per andare giù.
Non c’è nessun giù. Stia in superficie
la superficie è tutto ciò che conta
–Cerca una rima per l’udito
la vista ormai è persa.
Solo una cosa dileguata
e che poi risfori con il guizzo
di un salmone gli darebbe calma.
Ma la superficie inattaccabile…
“Mancano anche i segni d’interpretazione”

Giuliano Gramigna

giovedì 11 giugno 2009

Non solo Provocazioni

Due ciance sul LISTON
mi diceva il Moscon
nel mattino del mondo.
Tutto ancora da fare
ma già tutto versato
del sangue il capitale.
Io però
Tutto è un attimo
già sapevo rispondergli
con api e cavalieri
ferrovieri e politici.
Li ricordate il LISP?
Il LAST? L’après-pendant?
....
Roberto Rossi Testa

Provocazione ... 39

... Non offendetevi, non mi guardate così; lasciatemi stare quassù, lasciate che vi guardi dall’alto senza che mi arrivino le vostre parole: così che possa immaginarle, così che possa io stesso aggiungere le didascalie ai quadri viventi che formate per me. ...
Roberto Rossi Testa

Le lacrime delle cose

Giovedì 11 giugno, ore 17, Firenze – Palazzo Panciatichi, sala del Gonfalone – via Cavour 4
presentazione del libro
Le lacrime delle cose (edizioni Moretti & Vitali) di Gabriella Sica
intervengono Maria Grazia Maramotti, Giuseppe Panella, Elio Pecora.

domenica 7 giugno 2009

Donne di Sardegna

La pena di questo crimine per una resurrezione
Questo piccolo fatto di cronaca
Nel mio paese estivo
Perché l’acqua nelle fontane faccia risorgere la bellezza
E le pietre riarse anneghino nello suo sguardo
E le dita dimentichino ogni idea di chiusura
Consacrandosi finalmente alle carezze rimandate
E il sale delle viscere risplenda nell’ombra
E guidi gli amanti ciechi fino allora
Perché la piaga richiusa sopra un tempo di disgrazia
Non sia che un ricordo su un vecchio corpo che muore
Che il gioco di un raggio di sole
E di un cristallo di brina
Faccia una ricca collana a queste schiave liberate
Per offrirsi la vita invece di soffrirla.

Marc Porcu

Mi accosterò all'isola

E ho amato il mondo per tutta questa assenza
per l’attesa bruciatura delle castagne
per questo carbone in scintillare di stelle
strappato come un frutto
al ventre della terra
per la basculla nell’ordine vegetale
dove veniva a pesarsi la mandria delle nubi
per l’ombra delle rondini prigioniere
di uno stupore invernale
quando il sole rientrava nella stalla esalando
i vapori della sera.
Per un alfabeto sopra la neve della soglia
dove scrivevo all’antracite
il nome di un amore sconosciuto
il volto vero dei suoi segni.

Marc Porcu

sabato 6 giugno 2009

Catamumba

Piove e ripiove a Catamumba
l’odore è proprio di pioggia clinica a Catamumba,
lampi elettrici, spigoli palmari, ventricoli di cielo – ora
e nel tempo ci chiudiamo
qui dentro, in quello che non viene, mi passa
nell’occhio di vetro l’anima di Murat
in quel lontano 1815 ancora avevo desideri,
un modo umano per farmi inconsistente
nel cadavere di quell’ancora
-poco – stelle mie
vi dirò come fare per il cuore centrare –
Ora conto i giorni dentro un verde strabiliato
un raffronto con un sé dei miei qualunque
in un orto stellare mi ritroverò, a 25 volt – là
a contare le spie ancora accese
proprio qui nel 20025, c’è ancora
un’infanzia, la smania, clitoridi
di Bach e anche fiori di Bach – qui dentro ancora chiuso
le ossa contenute con scarti di più vite
in un solo cervello mai autenticato
del resto non tumulato e non per sempre
è adorato ricordare – piove, piove sempre
a Catamumba e nelle case vicine
una bella troika femminile.
Stelvio di Spigno

Antitodi umani

Testo di Giovanni Agnoloni
Vi segnalo la presentazione di un libro molto interessante. Si tratta di “Antidoti umani”, di Francesco Verso (ed. Giovane Holden), e l’appuntamento è domani, sabato 6 giugno, alle 17,30 presso la libreria “I’ libraio” in Via Romana 7r, a Firenze, vicino a Palazzo Pitti.

giovedì 4 giugno 2009

Il futuro della musica classica

Il maestro Muti lamenta una lenta agonia della musica classica come ascolto e rappresentazione ma forse non è proprio così. La musica classica è viva e in gran forma ha solo scelto luoghi più intimi e raccolti per esprimersi e mostrarsi in tutta la sua bellezza.

Antirazzismo

Ci sono momenti nei quali l’utilità di un piccolo strumento di comunicazione sociale come Carta sembra più evidente: l’autocensimento antirazzista pubblicato sull’Almanacco Clandestino [http://www.carta.org/rivista/settimanale/2009/13] e qui di seguito – con ulteriori aggiornamenti -, non sarà certa esaustivo rispetto a ciò che si muove nella società italiana a proposito di antirazzismo, ma dimostra l’esistenza di una vasta rete di associazioni, gruppi di migranti, reti, cooperative, circoli Arci e molto altro.
Potete segnalare manifestazioni e associazioni, organizzazioni in tema QUI

Mumbai

C’è un solo italiano tra i morti di Mumbai. Siamo tutti contenti, noi italiani. Gli stranieri, sono strani. Voglio prendere una stanza, all’albergo di Mumbai. Fare il giro della morte, sotto il fuoco incrociato. Col sangue che schizza, capire dov’è la differenza, di cui mi hanno parlato. Prenotatemi una stanza, all’albergo di Mumbai: per sapere cosa cambia, da passaporto a passaporto.Da morto a morto.
Fabrizio Centofanti

Segnacoli di mendicità

il crollo delle dita è avvertito ovunque.
qui resta il deposito del pane
nonostante le scorrerie. ride il pagliaccio
che si conferma re. tu intanto travalichi
le gemme verso la Veronica. la furia della fanga
questo rattoppo rorido alla fronte.
dammi un perno di liberanti solitudini
un gerundio di dadi finalmente super vincenti.
le mani chiuse aprono il vuoto.
di te ho l’etnia dello stallo
questa perdente crosta di resina.
stalla del prato credere dio
dialetto criptico tic da ultimo stadio.
l’eco ripete il giallo insoluto
la pacchia di trovare chissà che.

Marina Pizzi

martedì 2 giugno 2009

I Giovedì di Turro

Rassegna “I GIOVEDI’ DI TURRO”
Ogni giovedì alle ore 21.00, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano.
Ingresso gratuito(a cura di Anna Lamberti-Bocconi e Francesca Genti)

Giugno 2009 – “LAUDATA SIA LA SPICA NEL MERIGGIO!” (GABRIELE D’ANNUNZIO)

Ti aspetto.

Dentro questo ammasso di particelle in movimento, ti aspetto.
Dai frammenti impazziti della mia salita, accolgo la tua inaudita interezza.

lunedì 1 giugno 2009

provocazione ... 38

...Un giorno Erre, cedendo all’assalto di uno dei suoi demoni perversi, nell’incontrare per l’ennesima volta il vecchio gli porge due euro e gli dice: “Maestro, se lei è di Bucarest, la bella città in cui Oriente e Occidente paiono quasi confondersi, di certo conoscerà il principe Moni Vibescu”. ...
Roberto Rossi Testa

Provocazione ... 37

.... Ovviamente non scorse né udì nulla, e si volse verso Astolfo con aria interrogativa. Astolfo stava con lo sguardo fisso su di lei, ma era come se non la vedesse. Poi con voce sognante prese a parlare: “Vede? Come in una lentissima tempesta lungo le pareti del vaso risalgono delle volute di un liquido rosso chiarissimo e trasparente. Una piccola quantità dello stesso liquido sta raccolta anche sul fondo del recipiente, dove spumeggia. Quel liquido è sangue, nessun dubbio in proposito, anche se ha un aspetto così poco abituale. E’ sangue, ed è un’acqua di vita potente e purissima. Coraggio, guardi bene, si specchi: vi scorgerà scene di caccia, galoppi tra i filari, stendardi al vento. E ascolti: da questi quadri sorgono dei suoni: suoni di richiami, di corni e di fanfare, e il battere di mille zoccoli sul duro terreno. ....
Roberto Rossi Testa