...
Per non rimanere incompiuto, il quasi vecchio artista dovrà però decidersi ad affrontare l’ultima prova: imparare ad accompagnare e ad essere accompagnato non solo nel dolore, ma anche nella gioia.
Roberto Rossi Testa
martedì 31 marzo 2009
Viva la scuola
Giorgio Morale ha fatto e continua a fare un lungo "escursus" sulla scuola, le varie riforme, il punto di vista di lettori, insegnanti, scrittori, genitori chiedendosi anche come mai i ragazzi non vengano mai interpellati. Indipendentemente dalle politiche personali si avvicendano articoli diversi che vale la pena di leggere al fine di avere un quadro più completo di cosa è la scuola oggi.
lunedì 30 marzo 2009
Fabrizio De Andrè
Sempre in area nostalgia un ricordo di Fabrizio De Andrè nella memoria dei suoi amici e della sua compagna oltreche in brani delle sue canzoni. Venerato ogi quasi all'inverosimile l'augurio è che non ne facciano un'icona cosa che Fabrizio non avrebbe mai voluto.
sabato 28 marzo 2009
I GIOVEDI’ DI TURRO, rassegna di poesia.
I prossimi appuntamenti con autori ai Giovedì di Turro.
26 marzo: recital di Mara Cantoni
2 aprile: “3DING - Tre poete d’eccezione”
Silvia Monti
Maria Pia Quintavalla
Francesca Tini Brunozzi
Altre informazioni QUI
26 marzo: recital di Mara Cantoni
2 aprile: “3DING - Tre poete d’eccezione”
Silvia Monti
Maria Pia Quintavalla
Francesca Tini Brunozzi
Altre informazioni QUI
Fondazione Romualdo Del Bianco
Vi segnalo queste due iniziative promosse dalla Fondazione Romualdo Del Bianco di Firenze che si pongono al decisivo crocevia tra educazione, formazione professionale, lavoro (anche) creativo e ambiente.
1) Degree & Profession – Florence World Festival ) Life Beyond Tourism® un altro progetto ideato e promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco
Maggiori informazioni QUI
1) Degree & Profession – Florence World Festival ) Life Beyond Tourism® un altro progetto ideato e promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco
Maggiori informazioni QUI
giovedì 26 marzo 2009
Sapore di male - 2
Cervaro si tirò su i calzoni e si allacciò la cintura. Marinella, distesa sul letto, fumava e gli guardava la pancia prominente.“Hai saputo di Tinca, Francè?”“’O capellone, sì. Amore mio, nun ce pensà. Pensa a Franceschino tuo che ti fa comprare le vestine eleganti” le rispose Cervaro mettendole diecimila lire sul comodino, tra le pagine del messale.“Francè, secondo te s’è ammazzato davvero o è stato qualcuno? Guarda, per me è stata quella troia tutta sciantosa là”.“Chi?”“La Dalia, lì, la fidanzata, Che ci ha poco da fare la spiritosa, tutta elegante, eh, mica si ricorda dei bei tempi, la signora!”“Che stai dicendo, Marinè. Di chi parli”.“Oh Francesco, lì, la Dalia, quella tutta sciantosa, la fidanzata di Tinca. Faceva la puttana a Ventimiglia, non lo sapevi?”“Certo che lo sapevo, ma son solo pettegolezzi, Marì”.Marinella scoppiò a ridere e il fumo le andò di traverso. Tossendo e con le lacrime agli occhi lasciò cadere la tegola sulla testa calva di Cervaro:“Franceschino, amore mio, a Ventimiglia la sciantosa divideva l’appartamento con me. Il pomeriggio lei, la sera io. E l’affitto lo pagava l’Umberto, lì. Che quando si son fatti famosi chi se la ricorda più, Marinella, eh?”Cervaro la guardò, sospirando.
... di Barbara Delfino
... di Barbara Delfino
Sapore di male - 1
“Ü gianchettuuuu de mainèèèè.”L’ispettore Sciaccaluga chiuse la finestra che si affacciava sul mercato, lasciando fuori dell’ufficio le urla dei pescatori che attiravano le donne ai banchi. Chiuse la finestra sull’odore di pesce e sulla voglia di un’insalata tiepida di bianchetti, spruzzata di limone, prezzemolo e olio di Andora. Ma era ancora presto per pensare alla cena, mancavano molte ore prima di smontare dal turno, arrivare all’appartamento con vista sul Polcevera sporco di scorie dell’Ansaldo, fare una doccia, tirare fuori pentole e piatti e bicchiere e posate e sedersi da solo a tavola come faceva da oltre vent’anni, da quando s’era trasferito da Savona a Genova.
L’ispettore capo Cervaro sprofondò nella poltrona di Sciaccaluga, appoggiò i piedi sulla scrivania e si accese una sigaretta. La sua scarpa sinistra sfiorava le copie dei giornali sventagliati sul ripiano: Sciaccaluga sperò che Cervaro avesse fatto attenzione a dove camminava, quella mattina. La punta della scarpa si piegò verso il Secolo XIX e Cervaro iniziò a parlare.“Sei un ragazzo sveglio e quindi sai già che ci faccio qui”.«Lasciami indovinare. Soffri di cattiva circolazione e hai deciso che la mia scrivania era fantastica per riposarti le caviglie» pensò Sciaccaluga.
... di Barbara Delfino
L’ispettore capo Cervaro sprofondò nella poltrona di Sciaccaluga, appoggiò i piedi sulla scrivania e si accese una sigaretta. La sua scarpa sinistra sfiorava le copie dei giornali sventagliati sul ripiano: Sciaccaluga sperò che Cervaro avesse fatto attenzione a dove camminava, quella mattina. La punta della scarpa si piegò verso il Secolo XIX e Cervaro iniziò a parlare.“Sei un ragazzo sveglio e quindi sai già che ci faccio qui”.«Lasciami indovinare. Soffri di cattiva circolazione e hai deciso che la mia scrivania era fantastica per riposarti le caviglie» pensò Sciaccaluga.
... di Barbara Delfino
lunedì 23 marzo 2009
Provocazione ... 26
... Ecco, un’altra delle troppe occasioni - in primo luogo umane - sciupate a causa del suo ferreo pregiudizio, del suo cieco orgoglio. E adesso è tardi per tutto, tranne che per capire…Erre avverte che il sonno sta per tornare e prima di chiudere gli occhi pensa che non gli importa di vivere ancora a lungo, ma spera, nel poco o nel molto che gli resta, di poter abbattere i cumuli di prevenzioni che hanno ostruito le vie della sua arte, come della sua vita. ...
Roberto Rossi Testa
Roberto Rossi Testa
Provocazione ... 25
Non leggete oltre questa pagina, né quello che segue.
Com’era inciso su una vecchia pendola, non contate le ore, vivetele.
Soffiatevi il naso.
Parlate con chi è solo.
Rialzate chi è caduto.
Rialzate, se potete, voi stessi.
Ma non leggete oltre questa pagina, né quello che segue”.
Roberto Rossi Testa
Com’era inciso su una vecchia pendola, non contate le ore, vivetele.
Soffiatevi il naso.
Parlate con chi è solo.
Rialzate chi è caduto.
Rialzate, se potete, voi stessi.
Ma non leggete oltre questa pagina, né quello che segue”.
Roberto Rossi Testa
sabato 21 marzo 2009
L'esperienza
Frammenti da «L’esperienza. Poesia e didattica della poesia» (2003)
La mano viene educata a poco a poco. L’immaginazione seleziona. Scrivendo, nasce un testo fermo, che sarà orale solo a partire da uno scritto: è questo. La voce alta del lettore viene più tardi, che completerà il gioco. Altri atti del corpo accompagneranno, volendo, la voce: se succede, è la cosa più grande della voce.
In una fase precedente ne nascono immagini di produzione e generazione, e di nascita: ora sono superate e mentali, quindi non pronunciate oltre.La differenza tra il campo dipinto e il campo vero è totale: ma non così intoccabile come appariva prima; ora entrambi sono natura. Non c’è imitazione; né allegoria; l’uscita verso la pace («ho conquistato il diritto di stare solo con te…, e ne esco placato, placata…») può essere vista, ora, con una vivacità che solo tre anni fa faceva paura.In realtà quella paura è rimasta: ma più di tutto impareremo a non averne vergogna; e che il cuore batta, come può e sa, e come si vuole e si agisce.
da "Scuola di poesia" di Massimo Sannelli
La mano viene educata a poco a poco. L’immaginazione seleziona. Scrivendo, nasce un testo fermo, che sarà orale solo a partire da uno scritto: è questo. La voce alta del lettore viene più tardi, che completerà il gioco. Altri atti del corpo accompagneranno, volendo, la voce: se succede, è la cosa più grande della voce.
In una fase precedente ne nascono immagini di produzione e generazione, e di nascita: ora sono superate e mentali, quindi non pronunciate oltre.La differenza tra il campo dipinto e il campo vero è totale: ma non così intoccabile come appariva prima; ora entrambi sono natura. Non c’è imitazione; né allegoria; l’uscita verso la pace («ho conquistato il diritto di stare solo con te…, e ne esco placato, placata…») può essere vista, ora, con una vivacità che solo tre anni fa faceva paura.In realtà quella paura è rimasta: ma più di tutto impareremo a non averne vergogna; e che il cuore batta, come può e sa, e come si vuole e si agisce.
da "Scuola di poesia" di Massimo Sannelli
Spider man
E quindi, dato che Laura proprio non voleva saperne di farci un giro al mare, ce ne siamo andati a Calcata. In effetti c’era un cielo bianco che sembrava colarci addosso tutta l’angoscia di un altro anno passato a sentire di bombardamenti e devastazioni ecologiche.“Dò un’occhiata in quel negozietto” ha detto.Io me ne sono rimasto fuori a guardare il cielo. Un piccione è rimasto impigliato vicino ad una finestra e così un uomo si è arrampicato con mani e piedi incollati al muro.
... Emanuele Kraushaar
... Emanuele Kraushaar
venerdì 20 marzo 2009
La rosa e l'usignolo
Ho sempre letto mistici, ma la mistica non fa per me. Così, quando un autore è disputato tra i mistici e i non mistici, propendo per il campo di questi ultimi. Tra una pienezza in cui l’io si annulla e un vuoto in cui l’io si annulla, il risultato è sempre l’annullamento del soggetto. Un’anticipazione della morte. Filothanathos, va’ per la tua strada. Sia felice chi in ciò vede la sua felicità. La mia è nel vento sul volto, nel raggio di sole, nel bagliore delle scaglie di un pesce. E nella coppa di Omar Khâyyam io vedo materiale, autentico vino.
... Omar Khâyyam
... Omar Khâyyam
Provocazione ... 24
A lungo il viandante ha camminato sull’asfalto. Poi l’asfalto ha lasciato il posto alla terra battuta, questa all’incolto e dopo l’incolto è venuta la palude. Ora ogni passo costa pena e ben presto le sabbie mobili inghiottiranno il viandante.
... Roberto Rossi Testa
... Roberto Rossi Testa
sabato 14 marzo 2009
Provocazione ... 23
Durante un tragitto in auto in una zona che conosceva poco Erre si smarrì quasi nel nulla a causa di una grande nebbia calata d’un tratto.Dopo aver proceduto per un po’ a caso Erre notò a lato della strada delle fioche luci e decise di fermarsi a chiedere dove si trovasse e come raggiungere la città più vicina. Sceso dall’auto si trovò in uno spiazzo dov’erano montate le modeste attrazioni di un modestissimo luna-park.
... Roberto Rossi Testa
... Roberto Rossi Testa
Provocazione ... 22
Da molti anni Erre riceve ogni settimana la visita di un uccellino malato; malato, evidentemente, di una di quelle malattie che come si dice allungano la vita.Le cose vanno sempre allo stesso modo: Erre sente battere ai vetri, apre la finestra e l’uccellino entra affranto, riceve acqua, cibo adatto e cure, quindi s’accomoda in una scatolina imbottita già pronta per lui.
... Roberto Rossi Testa
... Roberto Rossi Testa
giovedì 12 marzo 2009
Divisioni spostate e allegoria riflettente: parte II
La razionalità tecno-scientifica occidentale, dice Latouche, soprattutto la scienza economica, che ha voluto dimostrare “la verità del liberalismo”, ha perso il suo contatto con la realtà diventando solo calcolo razionalizzato; identificando razionalità e calcolo razionalizzato, la ragione scientifica occidentale ha eluso e escluso la potenza critica del dire-altrimenti dell’allegoria “riflettente”. La sua razionalizzazione, promettente universale e libera socializzazione, si è dunque svuotata di ogni sostanza. “Essa si è trasformata in qualcosa di totalmente astratto e inafferrabile, ma lo spirito di geometria che ha occupato il posto vuoto la oppone vieppiù al ragionevole”(37); ha perso la razionalistica oggettività che prospettava il futuro come il progetto di una buona società del vivere e fare, insieme, il bene. Ma se questo è vero, è anche vero il fatto che il suo stesso razionalismo calcolistico, progressista e sviluppista, si infiltrava nelle coscienze con la seduzione e la persuasione dei grandi “racconti”, e non senza arte retorica. Il che, come ricorda Jean-François Lyotard, comportava far credere che nella modernità, e nella riedizione della modernizzazione post-moderna, fosse possibile ancora il “racconto” di un’altra epopea.
“A parte gli scientisti, coloro cioè che contro ogni evidenza credono nell’immanenza del discorso scientifico o nell’immanenza di un metadiscorso garante ultimo della scientificità (logica matematica o epistemologia), gli scienziati, compresi gli esperti nelle scienze naturali, riconoscono che il discorso scientifico si basa su un insieme di “valori”e di “postulati”. Questi devono ottenere l’adesione almeno dei loro pari, se non del grande pubblico. La formulazione stessa di tale dispositivo, indissociabile dal procedimento scientifico, può essere attuata soltanto ricorrendo al linguaggio volgare, caratterizzato da una ineluttabile polisemia e da una insopportabile ambiguità. Convincere e sedurre - in questo consiste l’essenza stessa della retorica - diventano dunque parte integrante del lavoro dello scienziato se non del lavoro scientifico”. (38)
... di Antonio Contiliano
“A parte gli scientisti, coloro cioè che contro ogni evidenza credono nell’immanenza del discorso scientifico o nell’immanenza di un metadiscorso garante ultimo della scientificità (logica matematica o epistemologia), gli scienziati, compresi gli esperti nelle scienze naturali, riconoscono che il discorso scientifico si basa su un insieme di “valori”e di “postulati”. Questi devono ottenere l’adesione almeno dei loro pari, se non del grande pubblico. La formulazione stessa di tale dispositivo, indissociabile dal procedimento scientifico, può essere attuata soltanto ricorrendo al linguaggio volgare, caratterizzato da una ineluttabile polisemia e da una insopportabile ambiguità. Convincere e sedurre - in questo consiste l’essenza stessa della retorica - diventano dunque parte integrante del lavoro dello scienziato se non del lavoro scientifico”. (38)
... di Antonio Contiliano
Divisioni spostate e allegoria riflettente. Parte I
Perché mettere insieme matematica e poesia e cercare un passaggio attraverso il fiocco di neve della curva di von Koch e i versi di una poesia costruita secondo una tecnica chiamata a “palla di neve”?; e perché coniugarle insieme all’interno di una riflessione che vuole ritrovare nella poesia sperimentale un giudizio riflettente estetico-politico, e in tutto questo un incrocio che orienti verso una scrittura letterario-poetica impegnata scolando il mondo con il colino dell’allegoria, il filtro che non è estraneo neanche alle scienze matematico-fisiche e fisico-matematiche contemporanee come risulta dal pensiero di Walfgang Pauli e dal carteggio con Jung?
I modelli matematici della microfisica, infatti, non sono esenti da interpretazioni diverse (allegorizzanti) lì dove il modello matematico e spazio-temporale delle frequenze delle radiazioni atomiche (basterebbe pensare alle ipotesi di Schrödinger e di de Broglie) è un dire-altrimenti differenziato del comportamento dello stesso “oggetto”: la cosa non è quella che appare, ma ciò che l’intelletto ne concettualizza come funzione-ipotesi. La riflessione organizza così un giudizio allegorico riflettente per un perché e un come diverso da quello che la sensibilità e la percezione offrono direttamente e immediatamente all’apparire. Ma non per questo l’apparire è un’illusione; è un livello di realtà che da solo non regge.
... di Antonino Contiliano
I modelli matematici della microfisica, infatti, non sono esenti da interpretazioni diverse (allegorizzanti) lì dove il modello matematico e spazio-temporale delle frequenze delle radiazioni atomiche (basterebbe pensare alle ipotesi di Schrödinger e di de Broglie) è un dire-altrimenti differenziato del comportamento dello stesso “oggetto”: la cosa non è quella che appare, ma ciò che l’intelletto ne concettualizza come funzione-ipotesi. La riflessione organizza così un giudizio allegorico riflettente per un perché e un come diverso da quello che la sensibilità e la percezione offrono direttamente e immediatamente all’apparire. Ma non per questo l’apparire è un’illusione; è un livello di realtà che da solo non regge.
... di Antonino Contiliano
martedì 10 marzo 2009
Riscoprire la poesia dialettale siciliana
Abbiamo la data dell’inizio del movimento rinnovatore. Ce la suggerisce Paolo Messina, nel suo pezzo pubblicato nel Febbraio 1988 a Palermo sul numero ZERO del rinato PO’ T’Ù CUNTU: quella del Primo raduno di poesia siciliana svoltosi a Catania il 27 Ottobre 1945. “L’innovatore - afferma, nel numero di Gennaio-Febbraio 1989 di ARTE E FOLKLORE DI SICILIA DI CATANIA, Salvatore Camilleri - fu Paolo Messina, ma bisognò aspettare almeno cinque anni prima che altri poeti maturassero quella rivoluzione, formale e strutturale che era in atto”. “Aldo Grienti - ribadisce il Camilleri nel MANIFESTO DELLA NUOVA POESIA SICILIANA, edito in Catania nel 1989 - fu il primo a leggere, nel 1947, le poesie di rottura di Paolo Messina, avendole pubblicate nella rubrica da lui curata.” In un articolo datato 3 Aprile 1986 su LA SICILIA di Catania, ancora Paolo Messina puntualizza: “Aldo Grienti non esitò a pubblicare sui fogli letterari catanesi Torcia a ventu e La Sorgiva (1946-1947) i primissimi esiti artistici che avrebbero rivoluzionato il modo di poetare in Sicilia. E non inganni la modestia tipografica di quelle pubblicazioni, poiché dalle loro pagine provinciali i testi più significativi dovevano confluire, nel volgere di pochi anni, sulla più qualificata rivista romana IL BELLI diretta da Mario Dell’Arco e curata da Pier Paolo Pasolini.”
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Provocazione ... 21
In un periodo di crisi internazionale e di magri guadagni di borsa "bacieremmo la terra" ove camminano due domestici come Maria e Dario che senza parlar bene l'italiano, quadruplicano i capitali di due ricchi signori che per provare "emozioni diverse", vanno in Africa per vivere secondo gli usi del posto. Stesso posto ove Maria e Dario sono nati. Quando torneranno saranno almeno grati?
Dostohegel
Il titolo sembra uno di quei racconti in poche parole che tanto piacciono ultimamente: Dostoevskij legge Hegel in Siberia e scoppia a piangere. In realtà il pianto di Dostoevskij risale ai giorni tra la fine del 1849 e l’inizio del 1850, al momento della sua deportazione in Siberia. Durante la traversata degli Urali, di notte, con le slitte bloccate da una tempesta di neve, lo scrittore si rende conto che il passato è dietro di lui e che ad attenderlo c’è soltanto «il destino misterioso» della Siberia. Piange, perché capisce che nulla sarà più come prima e perché intuisce che è giusto così. Il destino, quando è autentico, è sempre misterioso. Quattro anni più tardi, viene trasferito nell’avamposto di Semipalatinsk, dove stringe amicizia con il procuratore Vrangel. Insieme con lui si dedica alla lettura, tra l’altro, delle opere di Hegel. Che il testo specifico su cui i due si soffermano siano le Lezioni sulla filosofia della storia è una congettura di László F. Földényi, il critico letterario ungherese al quale si deve questa straordinaria meditazione in forma di saggio, ora tradotta da Andrea Rényi per il melangolo.
... recensione di Alessandro Zaccuri
... recensione di Alessandro Zaccuri
Alberoni
Sono un assiduo lettore dell’articolo settimanale del lunedì sul “Corriere” di Francesco Alberoni. Apprezzo il suo intento di sminuzzare le sue conoscenze e di stabilire un dialogo con le grandi masse di un quotidiano, e anche il suo desiderio di colloquiare di cose serie con un linguaggio accessibile, lontano dagli specialismi e dai mandarinismi tipici degli intellettuali italiani. Ma tant’è: il dialogo con “l’inclita guarnigione” – che è intento che non aborro, tutt’altro – spesso avviene a discapito del “colto pubblico”, ove io aspiro a prender posto.
Infatti , a volte l’omelia del lunedì si concede certi incisi allusivi e fuggevoli, del tipo: “Non sono d’accordo con la teoria del desiderio triangolare di Girard”, e qui si vorrebbe bloccare il prof con un pressante «Come, come, ci spieghi professor Alberoni perché non è d’accordo con Girard?» che lui è già in fuga a sminuzzare per l’ennesima volta la sua teoria-tormentone dell’innamoramento-amore. Insomma, è già passato più oltre. “A più oltre!” verrebbe voglia di urlargli dietro come Manfredi a Satta-Flores nell’indimenticabile e struggente film di Ettore Scola “C’eravamo tanto amati”. (Ma vedi con la ricerca on line dell’Archivio del beneamato “Corriere” l’ articolo del Nostro «Gelosia, un’ arma per conquistare. O per restare soli», “Corriere”del 30 giugno 2003. Il passo da me incriminato è il seguente: «René Girard spiega in questo modo l’ innamoramento: io amo solo ciò che appartiene a un altro, il rivale. Sbaglia. Queste sono solo infatuazioni competitive. Il vero innamoramento non ha bisogno di un rivale contro cui combattere e diventa più forte e duraturo proprio quando è certo di essere ricambiato»).
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Infatti , a volte l’omelia del lunedì si concede certi incisi allusivi e fuggevoli, del tipo: “Non sono d’accordo con la teoria del desiderio triangolare di Girard”, e qui si vorrebbe bloccare il prof con un pressante «Come, come, ci spieghi professor Alberoni perché non è d’accordo con Girard?» che lui è già in fuga a sminuzzare per l’ennesima volta la sua teoria-tormentone dell’innamoramento-amore. Insomma, è già passato più oltre. “A più oltre!” verrebbe voglia di urlargli dietro come Manfredi a Satta-Flores nell’indimenticabile e struggente film di Ettore Scola “C’eravamo tanto amati”. (Ma vedi con la ricerca on line dell’Archivio del beneamato “Corriere” l’ articolo del Nostro «Gelosia, un’ arma per conquistare. O per restare soli», “Corriere”del 30 giugno 2003. Il passo da me incriminato è il seguente: «René Girard spiega in questo modo l’ innamoramento: io amo solo ciò che appartiene a un altro, il rivale. Sbaglia. Queste sono solo infatuazioni competitive. Il vero innamoramento non ha bisogno di un rivale contro cui combattere e diventa più forte e duraturo proprio quando è certo di essere ricambiato»).
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sabato 7 marzo 2009
Robert Redford
... Quando il grosso ammanco venne alla luce, la banca intimò al proprio impiegato di restituire il denaro che si era indebitamente appropriato. Robert semplicemente rispose che non lo aveva. La banca lo licenziò e la cosa finì li. Non riuscì a mandarlo neanche in galera. Fu allora che Robert e la sua convivente tolsero le tende dal paese.
.....
State pensando a "La stangata" con Robert Redford e Paul Newman? no è un racconti di Felice Muolo il cui protagonista somiglia fisicamente a robert e forse non solo nel fisico.
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State pensando a "La stangata" con Robert Redford e Paul Newman? no è un racconti di Felice Muolo il cui protagonista somiglia fisicamente a robert e forse non solo nel fisico.
Foster Wallace
... Ci sono scrittori (come Thomas Pynchon) che lavorano “per addizione”, osservano il reale attraverso una visione plurima, adottano frequenti cambiamenti di angolatura, registro espressivo, voce narrante. Sono capaci di riempire intere pagine per analizzare il dettaglio di un dettaglio, nel tentativo di cogliere il maggior numero di stimoli suscitati dal mondo attorno a loro. David Foster Wallace (Ithaca; New York, 1962 – Claremont; California, 2008) era uno di questi. E per attuare il suo discorso sapeva spaziare tra diversi formati.
.... Luca Mirarchi
.... Luca Mirarchi
mercoledì 4 marzo 2009
Provocazione ... 20
Da ragazzo amava i grandi affreschi, le grandi epopee, le grandi sinfonie. Poi col tempo i sensi gli si acuirono e il suo cuore divenne meno sentimentale e più intelligente. Imparò ad apprezzare il dettaglio più minuscolo, il fruscio che rasenta il silenzio, il bianco che contiene ogni colore.
Vi si perse, a parere di molti, i quali scuotevano le spalle e lo rimproveravano: “Eri partito bene e sei finito a contemplarti l’ombelico”. Ad essi rispondeva senza perdere la pazienza né alzare la voce: “L’ombelico è una porta, esattamente come le stelle che popolano il cielo”; e pareva sereno. Tuttavia c’era ancora qualcosa che aveva il potere di dargli l’inquietudine e di farlo arrossire: alcune semplici ma forti frasi dei Vangeli, cui prima non aveva mai prestato sufficiente attenzione.
Roberto Rossi Testa
Vi si perse, a parere di molti, i quali scuotevano le spalle e lo rimproveravano: “Eri partito bene e sei finito a contemplarti l’ombelico”. Ad essi rispondeva senza perdere la pazienza né alzare la voce: “L’ombelico è una porta, esattamente come le stelle che popolano il cielo”; e pareva sereno. Tuttavia c’era ancora qualcosa che aveva il potere di dargli l’inquietudine e di farlo arrossire: alcune semplici ma forti frasi dei Vangeli, cui prima non aveva mai prestato sufficiente attenzione.
Roberto Rossi Testa
Prodotti videoprotetti
Siete mai entrati in una gastronomia un po' chic?
Paolo Cacciolati lo ha fatto per noi. In questo posto per persone dal palato fine tutto ha un prezzo e che prezzo! sembra di entrare in gioielleria. Non ci credete? perchè altrimenti tutto sarebbe video protetto per scoraggiare i ladri di prelibatezze da peccato di gola?
una domanda sorge spontanea: ma il ladro chi è?
Paolo Cacciolati lo ha fatto per noi. In questo posto per persone dal palato fine tutto ha un prezzo e che prezzo! sembra di entrare in gioielleria. Non ci credete? perchè altrimenti tutto sarebbe video protetto per scoraggiare i ladri di prelibatezze da peccato di gola?
una domanda sorge spontanea: ma il ladro chi è?
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