- Pronto! Pronto!
Non è pronto, è il solito burlone, ma questa volta sono in grado di memorizzarne il numero. Riguadagno il letto, devo riuscire a prender sonno, domani – anzi, oggi – sarà una giornata impegnativa. Mi addormento con un pensiero malizioso, di cui dovrei pentirmi.
All’alba mi sveglio, non ricordo i sogni della notte. Prendo il cellulare, compongo un numero, squilla ripetutamente, finalmente una voce impastata risponde con difficoltà:
_ Pronto! Pronto!
Mentre sto in silenzio, ripenso ai sonni persi, i sogni interrotti, la fatica di trovare pace nella trincea piena di sangue e frane delle ore che attendono il turno di essere vissute.
