mercoledì 19 maggio 2010

Letteratura e società

Torniamo alle sette stanze che avevamo accantonato e soffermiamoci sulla quinta, dove la critica sociologica ci attende per presentarsi brevemente. E’ la più ambigua, perché tra sociologia e letteratura può manifestarsi una sorta d’incompatibilità, considerato che la critica dovrebbe avere una posizione dominante, volendo conservare una propria identità. Eppure la prassi in uso nelle istituzioni culturali ha fatto sì che la sociologia della letteratura non solo venisse alla luce, ma finisse addirittura con l’assumere una fetta consistente nello studio ufficiale della disciplina, annettendo opere in qualche modo contenenti un riflesso sociale, all’interno di una dialettica infinita fra critica storica, filosofica e militante. Il metodo in questione non ha un suo statuto definito: è una costellazione di scritti derivante dall’applicazione delle discipline storico-sociali alla materia letteraria. La sociologia della letteratura supera lo schema degli stili e propone un’analisi sul versante sociologico, destabilizzando alle radici la concezione aristocratica dell’opera – che prevede un uso rigido di forme appropriate a una determinata classe di destinatari: il tutto inevitabilmente arroccato in una élite che emargina i ceti popolari, dalle produzioni prevalentemente orali.