sabato 9 maggio 2009

Domande

di Roberto Nassi

Perché quando piango tu sei lontana?
Perché quando una stella muorel
a veglia sì e no qualche occhio acuito
all’ennesima potenza e nessun cuore?
Perché le mucche mi guardavano così
quando me ne sono andato e 6-8-4-7
aveva un ciuffo riccio come il mio?
Perché nella stanza dove raccolgo
tutte le mie domande
entra a forza questa odiosa melodia
sincopata e mi dà ai nervi?
Perché da me escono voci che non sono mie?
e se dico io dico tu dico lui
intendo sempre noi?
Cosa mi ha trattenuto
dall’andare a trovare una vecchia che muore
e che ora continuerà a morirmi dentro?
Cosa succede quando l’aria si strappa
in gridolini trasparenti?
Angelo santo stammi vicino
dammi la mano che sono piccinose tu mi guidi col tuo sorriso
andremo insieme in paradiso
Perché rimarrà sempre la mia preghiera?
anche quando i nipoti dei nipoti udiranno
che un loro vecchio zio se ne sta andando
giocando ingenuamente indifferenti
sul terrazzo di una casa che non c’è ancora
ma che un giorno avrà la consistenza
di un cortile dell’infanzia – una madre alla finestra
che parla alla vicina e vigila dall’alto –

Perché ora scende questa pioggia
che ha zittito la vana
gloria dei ritornelli
e mi suona una benedizione dentro l’anima?
E perché una domanda può essere molto più della risposta?

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