Sono vecchio e senza parenti prossimi ma grazie al Cielo non sfornito di mezzi. Perciò nella mia casetta con giardino ho fatto venire una famiglia che provvede alle mie esigenze personali e a quelle domestiche e soprattutto divide con me l’esistenza: Anna e Giovanni, e i loro figli Cecilia e Massimo, i quali ultimi svolgono benissimo il compito di movimentare una vita anche troppo ordinata e tranquilla.Anna è un’ottima cuoca ed a volte non riesco ad evitare quella forchettata in più delle sue specialità meridionali che lei è bravissima ad adattare al mio regime vegetariano. Forse è per questo che stanotte, dopo un pasto piuttosto abbondante, ho fatto un sogno strano: mi alzavo come tutte le mattine e andavo in cucina per la colazione in comune ma trovavo la famiglia schierata, come per un’assemblea o forse un processo. “Umberto, qui è ora di cambiare certe cose” esordiva infatti Anna “a cominciare dalla tua alimentazione e dal tuo abbigliamento. Sei vecchio e hai bisogno di almeno un po’ di carne, me l’ha detto anche il medico. Sei vecchio e il tuo modo di vestire t’invecchia ancora di più: una tuta vivace per la casa e jeans e giubbotto per uscire e avremo intorno il bel giovanotto che eri. In seguito si darà una ripassata anche alla casa, che così com’è ora sembra più un museo che un’abitazione civile”. Mentre Anna parlava guardavo esterrefatto lei e gli altri, che guardavano me, assentendo in silenzio. “Ma che cosa vi è preso?” infine sbottavo “Non state più bene con me, in casa mia? Vi tratto male, non vi pago abbastanza? Ho forse mai fatto osservazioni su come mangiate voi, su come vi vestite e come arredate le vostre stanze?” “Ci mancherebbe anche questa” tagliava corto Anna, senza scomporsi “qui non si tratta di noi, ma di te. Ci siamo consultati e abbiamo raggiunto una decisione, e ciò che è deciso è deciso”.
... Roberto Rossi Testa
