mercoledì 17 marzo 2010
Scena I
... La mosca avrebbe di certo disapprovato i miei jeans di seconda scelta e la maglietta gialla e le scarpe da tennis. L’unico marchio in comune lo fece notare la donna al bancone chiedendoci in un eccesso di confidenza se fossimo stati fratelli; e noi giù a ridere e riderci addosso dei nostri capelli neri e cortissimi, a spazzola entrambi. Ed eravamo partiti al mattino prendendo le abituali corriere di scuola, le stesse lamiere ma sigle e partenze diverse. La sasp a copirie i diciotto chilometri tra Colmurano e Macerata per me e per lei farabollini da Cingoli al capoluogo. Nel walkman imparavo i passi del rock ascoltando le prime note dei Doors “…American boy, american girl, most beautiful people in the world…” e il controllore triste pelato e marito scontento della figlia del padrone delle corriere mi chiese il biglietto distratto, ed io più distratto di lui pensavo al prossimo arrivo fermata giardini perchè quello era l’appuntamento, quel giorno era un giorno di luglio importante. ...
