giovedì 4 marzo 2010

Una questione di stile

Sull’opposto versante c’era il deposito infinito dei riferimenti geografici, politici, sociali, che portava lontano in ogni senso, valorizzando o degradando il testo. La stilistica tentava di uscire dalla giungla delle ipotesi segnalando i confini tra la langue e le scelte dell’autore: le varianti rispetto alle consuetudini denotative erano ciò su cui si concentrava lo sguardo del critico, progressivamente più sensibile a ogni impercettibile movimento della forma. Lo stile come scarto dalla norma, la lingua come fine e non più come mezzo, la connotazione, la funzione poetica del linguaggio, la polisemia del testo divennero il pane quotidiano di noi studenti affamati di strumenti, ma a volte attraversati dallo stesso livore cui accennavo in apertura.