mercoledì 17 febbraio 2010

La rete che non regge

Lo tengo qui, in attesa del giorno in cui sapere che pedata rima con bordata possa rivelarsi utile. Mi consolo con le Città invisibili (e inseparabili dalla mia persona), la bibbia dell’adolescenza, quando cercavo nei colloqui di Polo col Gran Kan la risposta alle angosce e alla fragilità insuperabile del vivere. Ritrovavo me stesso in frasi come questa: Sospesa sull’abisso, la vita degli abitanti d’Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non regge.
Fabrizio Centofanti