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Trascorrono altri anni, e sono la vista e l’udito a scemare, sicché, per vederci e sentirci qualcosa, mica per altro, Erre di banco in banco risale la navata, fino a trovarsi al primo. Anche da lì ci sente e ci vede ormai pochissimo, eppure quel pochissimo è proprio, esattamente, né di più né di meno, il suo necessario.
Roberto Rossi Testa
