Testo introduttivo e intervista di Alberto Pezzini
Marco D’Aponte ha disegnato, su sceneggiatura di Andrea B. Nardi, Quattro giorni per non morire. Una graphic novel tratta dal romanzo amaro di Marino Magliani, edito da Sironi. E’ così che è venuta fuori una graphic per Transeuropa (2009),
La trama fa male. Inzia il 18 giugno del 1989 e sembra l’incipit di un romanzo buio, alla Carlotto. Diciamolo così perché ha un qualcosa di irredimibile fin dall’inizio, qualcosa che ti sembra già combusto e perduto dalla prima tavola.
Traffico internazionale di cocaina. Il protagonista, Gregorio Sanderi, viene arrestato all’aeroporto di Fiumicino quando torna. E crede di essere stato venduto dal suo amico, e compare. Tutto era iniziato per la ricerca affannata di opere d’arte. Archeologia che dà il tremito.Poi era virato tutto storto. Lui, Gregorio, si ritrova in carcere. Ed ha un permesso di quattro giorni per andare a trovare la madre morta. In quei quattro giorni di licenza trova il tempo di farsi visitare, per capire così che la zanzara, da cui aveva contratto la malaria, gli ha lasciato un veleno ad orologeria nel cuore. Quattro giorni per fuggire ed andare in una clinica dove esiste l’unica cura sperimentale. Quattro giorni per tornare ad Imperia, a Sorba, in una Liguria dove Biamonti sta dentro le pietre. La fine sarà dentro un aeroporto. Così come l’inizio. Amara come una bottiglia di assenzio andata a male.
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