Recensione a HITLER E I TEDESCHI, di Eric Voegelin (Edizioni Medusa 2005)
Il dogma della cristianità si logora di fronte ai progressi della scienza … Tutto ciò che rimane è dimostrare che nella natura non esistono frontiere tra organico e inorganico. Quando la comprensione dell’universo si sarà diffusa, quando la maggior parte degli uomini saprà che le stelle non sono fonti di luce, ma mondi, forse mondi abitati come il nostro, allora la dottrina cristiana sarà relegata al rango di assurdità … L’uomo che vive in comunione con la natura si ritrova necessariamente in opposizione a tutte le Chiese, ed ecco perché queste sono votate al fallimento, perché la scienza è destinata a vincere.
Vi chiederete, cosa c’entra qui Odifreddi? Perchè è chiaro che questa citazione non può che appartenere a uno di quegli scienziati d’assalto o divulgatori di scienza, che armati dei loro concetti da laboratorio si adoperano per liberare le masse da ogni residuo di superstizione come l’ammirazione reverenziale al mistero della creazione o l’esitazione a mettere in agenda la palingenesi tecnologica dell’universo, tipi come Dawkins o Odifreddi insomma, con quei loro libri acuminati e ultimativi. Ma vi sbagliate.Le perle di saggezza qui sopra appartengono all’imbianchino più celebre del XX secolo, vale a dire Adolf Hitler, però Odifreddi c’entra comunque, a suo modo, perchè l’uno e l’altro raggiungono un’autorevolezza nei confronti delle masse che presuppone il verificarsi dell’identica condizione, vale a dire l’avvento della stupidità al potere.
Valter Binaghi
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