il crollo delle dita è avvertito ovunque.
qui resta il deposito del pane
nonostante le scorrerie. ride il pagliaccio
che si conferma re. tu intanto travalichi
le gemme verso la Veronica. la furia della fanga
questo rattoppo rorido alla fronte.
dammi un perno di liberanti solitudini
un gerundio di dadi finalmente super vincenti.
le mani chiuse aprono il vuoto.
di te ho l’etnia dello stallo
questa perdente crosta di resina.
stalla del prato credere dio
dialetto criptico tic da ultimo stadio.
l’eco ripete il giallo insoluto
la pacchia di trovare chissà che.
Marina Pizzi
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