giovedì 12 marzo 2009

Divisioni spostate e allegoria riflettente: parte II

La razionalità tecno-scientifica occidentale, dice Latouche, soprattutto la scienza economica, che ha voluto dimostrare “la verità del liberalismo”, ha perso il suo contatto con la realtà diventando solo calcolo razionalizzato; identificando razionalità e calcolo razionalizzato, la ragione scientifica occidentale ha eluso e escluso la potenza critica del dire-altrimenti dell’allegoria “riflettente”. La sua razionalizzazione, promettente universale e libera socializzazione, si è dunque svuotata di ogni sostanza. “Essa si è trasformata in qualcosa di totalmente astratto e inafferrabile, ma lo spirito di geometria che ha occupato il posto vuoto la oppone vieppiù al ragionevole”(37); ha perso la razionalistica oggettività che prospettava il futuro come il progetto di una buona società del vivere e fare, insieme, il bene. Ma se questo è vero, è anche vero il fatto che il suo stesso razionalismo calcolistico, progressista e sviluppista, si infiltrava nelle coscienze con la seduzione e la persuasione dei grandi “racconti”, e non senza arte retorica. Il che, come ricorda Jean-François Lyotard, comportava far credere che nella modernità, e nella riedizione della modernizzazione post-moderna, fosse possibile ancora il “racconto” di un’altra epopea.
“A parte gli scientisti, coloro cioè che contro ogni evidenza credono nell’immanenza del discorso scientifico o nell’immanenza di un metadiscorso garante ultimo della scientificità (logica matematica o epistemologia), gli scienziati, compresi gli esperti nelle scienze naturali, riconoscono che il discorso scientifico si basa su un insieme di “valori”e di “postulati”. Questi devono ottenere l’adesione almeno dei loro pari, se non del grande pubblico. La formulazione stessa di tale dispositivo, indissociabile dal procedimento scientifico, può essere attuata soltanto ricorrendo al linguaggio volgare, caratterizzato da una ineluttabile polisemia e da una insopportabile ambiguità. Convincere e sedurre - in questo consiste l’essenza stessa della retorica - diventano dunque parte integrante del lavoro dello scienziato se non del lavoro scientifico”. (38)

... di Antonio Contiliano

Nessun commento: