Frammenti da «L’esperienza. Poesia e didattica della poesia» (2003)
La mano viene educata a poco a poco. L’immaginazione seleziona. Scrivendo, nasce un testo fermo, che sarà orale solo a partire da uno scritto: è questo. La voce alta del lettore viene più tardi, che completerà il gioco. Altri atti del corpo accompagneranno, volendo, la voce: se succede, è la cosa più grande della voce.
In una fase precedente ne nascono immagini di produzione e generazione, e di nascita: ora sono superate e mentali, quindi non pronunciate oltre.La differenza tra il campo dipinto e il campo vero è totale: ma non così intoccabile come appariva prima; ora entrambi sono natura. Non c’è imitazione; né allegoria; l’uscita verso la pace («ho conquistato il diritto di stare solo con te…, e ne esco placato, placata…») può essere vista, ora, con una vivacità che solo tre anni fa faceva paura.In realtà quella paura è rimasta: ma più di tutto impareremo a non averne vergogna; e che il cuore batta, come può e sa, e come si vuole e si agisce.
da "Scuola di poesia" di Massimo Sannelli
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