Da ragazzo amava i grandi affreschi, le grandi epopee, le grandi sinfonie. Poi col tempo i sensi gli si acuirono e il suo cuore divenne meno sentimentale e più intelligente. Imparò ad apprezzare il dettaglio più minuscolo, il fruscio che rasenta il silenzio, il bianco che contiene ogni colore.
Vi si perse, a parere di molti, i quali scuotevano le spalle e lo rimproveravano: “Eri partito bene e sei finito a contemplarti l’ombelico”. Ad essi rispondeva senza perdere la pazienza né alzare la voce: “L’ombelico è una porta, esattamente come le stelle che popolano il cielo”; e pareva sereno. Tuttavia c’era ancora qualcosa che aveva il potere di dargli l’inquietudine e di farlo arrossire: alcune semplici ma forti frasi dei Vangeli, cui prima non aveva mai prestato sufficiente attenzione.
Roberto Rossi Testa
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