giovedì 26 marzo 2009

Sapore di male - 1

“Ü gianchettuuuu de mainèèèè.”L’ispettore Sciaccaluga chiuse la finestra che si affacciava sul mercato, lasciando fuori dell’ufficio le urla dei pescatori che attiravano le donne ai banchi. Chiuse la finestra sull’odore di pesce e sulla voglia di un’insalata tiepida di bianchetti, spruzzata di limone, prezzemolo e olio di Andora. Ma era ancora presto per pensare alla cena, mancavano molte ore prima di smontare dal turno, arrivare all’appartamento con vista sul Polcevera sporco di scorie dell’Ansaldo, fare una doccia, tirare fuori pentole e piatti e bicchiere e posate e sedersi da solo a tavola come faceva da oltre vent’anni, da quando s’era trasferito da Savona a Genova.
L’ispettore capo Cervaro sprofondò nella poltrona di Sciaccaluga, appoggiò i piedi sulla scrivania e si accese una sigaretta. La sua scarpa sinistra sfiorava le copie dei giornali sventagliati sul ripiano: Sciaccaluga sperò che Cervaro avesse fatto attenzione a dove camminava, quella mattina. La punta della scarpa si piegò verso il Secolo XIX e Cervaro iniziò a parlare.“Sei un ragazzo sveglio e quindi sai già che ci faccio qui”.«Lasciami indovinare. Soffri di cattiva circolazione e hai deciso che la mia scrivania era fantastica per riposarti le caviglie» pensò Sciaccaluga.
... di Barbara Delfino

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