sabato 12 dicembre 2009

Caos grammaticale

Ho sempre amato vocabolari, dizionari, lessici, repertori linguistici d’ogni tipo e natura. Forse per la lettura precoce di Italo Calvino, uno che tornava su una frase, una singola parola finché la sentiva meno imperfetta possibile, meno soggetta al disordine, all’entropia che tutto inghiotte. Il finale del Barone rampante è una testimonianza impressionante del campo di battaglia che era la sua pagina; ma anche in Se una notte d’inverno un viaggiatore il confronto tra lo scrittore produttivo e lo scrittore tormentato recava il segno di una lotta senza fine per portare alla luce il nitore di un vocabolo, il riflesso semantico di un giro di frase ben tornito.