martedì 15 dicembre 2009

Cervelli in fuga

Quando scegliere non è una sceltadi Eleonora Grespan
Grazie, professore!‘Thank you, good night!”. chiudo la porta del taxi e mi dirigo correndo verso casa. È l’una di notte qui a Boston e fa decisamente freddo. Una folata di vento mi gela il naso mentre cerco con impazienza la chiave per entrare. Per fortuna c’è una splendida luna piena che illumina le strade, le case e soprattutto la mia borsa. Trovo la chiave ma prima di attraversare la porta mi volto un attimo e alzo gli occhi verso il cielo.
La luce della città non mi permette di vedere le stelle, ma la luna è lì a imbiancare questa notte di fine novembre e a farle compagnia c’è uno splendido Venere. Mi viene in mente un pomeriggio di maggio a Padova, lezione di Fisica Matematica tenuta dal professor Benettin, meraviglioso docente innamorato della matematica, innamorato della musica, innamorato di astrofisica e senza dubbio innamorato della vita. “Ragazzi passate un buon week end” ci dice, “e dopo il tramonto, se siete in giro, camminando per la strada, alzate gli occhi al cielo e guardate quanto meraviglioso è Venere in questi giorni”.
Grazie professore, non avevo mai notato quanto fosse bello, davvero.
Ho 24 anni e sono all’ultimo anno di BioingegneriaChiudo la porta dietro di me e ora sono dentro la mia casetta di Boston, al calduccio. Penso a casa. Sono le 7 di mattina lì, mia madre e mio padre si staranno alzando per prepararsi prima di andare al lavoro, magari si affacceranno alla finestra e anche loro vedranno Venere, a migliaia di km di distanza saremo illuminati dalla stessa luce.