martedì 22 dicembre 2009

Il lupo

Carlo Grande
“Tempo da lupi”, si è soliti dire. “L’inverno il lupo non l’ha mai mangiato”, dicono in valle Varaita e a Blins, per spiegare che quando si gela i duri scendono in campo, per resistere anche all’inverno più rigido. In queste settimane il figlio della notte cerca il cibo nella neve, scegliendo (come sempre) le prede più giovani, malate, in grado di opporre meno resistenza. Fa selezione naturale.
Alcune foto che Nicola Facciotto mi ha inviato – un amico, ottimo sci-alpinista e conoscitore delle montagne di Mondovì – documentano i pasti del lupo: intorno alle carcasse ci sono tracce di animali che arrivano da più direzioni (tecnica di caccia poi copiata dalle tribù indiane del Nordamerica); si notano la precisione e la “pulizia” nello scuoiare le prede. Un morso al collo, quasi dietro alle orecchie, poi la carcassa viene divorata quasi completamente, prima inguine e viscere, poi zampe e dorso.