Filippo Betto, Convulsioni, Bompiani
In Italia, si sa, i libri durano poco, pochissimo, niente. Fagocitati da scaffali selettivi, adombrati dalle classifiche, e infine destinati, nel migliore dei casi, a confondersi fra le pile scomposte di magazzini e bancarelle, le centinaia di titoli pubblicati ogni giorno finiscono presto nel dimenticatoio, trasformati in corpi inerti, solitari, brossure fantasma che possono solo più sperare nella benevolenza di lettori-archeologi in cerca di nutrimenti anche tra le imperfette geografie dell’oblio. Fa parte del gioco, va bene, provare angoscia di fronte al dissolvimento di romanzi invenduti può apparire stupido, infantile, comunque ingenuo. Sono regole severe, per certi versi ingiuste, ma spietatamente applicabili a molti altri aspetti del mondo, della vita, del nostro essere naturalmente votati alla vanificazione.
... recensione di Ade Zeno
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento