domenica 19 luglio 2009

Un amico vero

“Ho perduto anzitutto un amico” disse lo scrittore alla folla che gremiva la chiesa. “Amici così ne incontri uno, al massimo due in tutta la vita. Lo frequentavo dai tempi del liceo… Io ho avuto la fortuna di condividere con lui i momenti più belli della mia carriera. Non è vero che il successo ammazza il sentimento, che ti allontana dai valori autentici, quelli di sempre per cui vale davvero la pena affrontare l’avventura tragicomica che ci è toccata in sorte. No. Questo lo pensano gli invidiosi, e l’invidia è una brutta bestia, ti toglie il sonno, la serenità… la pace. Era uomo di pace F. G., convinto, determinato. La sua militanza non fu soltanto letteraria, per lui arte e vita erano la stessa cosa. Scrivere un libro sarebbe stato inutile senza avere la possibilità di vivere in prima persona quelle ferite che lui come pochi altri al mondo riusciva a raccontare. Libano Bosnia Afghanistan Iraq Georgia… Il suo bagaglio era pronto a qualsiasi ora del giorno e della notte, non vi era guerra che non andasse a toccare con mano, prima di raccontarla. Rimase più volte ferito, si salvò per miracolo quella volta che vide un kamikaze lasciarsi esplodere davanti a lui, e una scheggia gli entrò nella coscia sfiorando l’arteria femorale.

Pasquale Giannino