Quando, il 1° gennaio 1994 esplose l’insurrezione zapatista, la prima preoccupazione del governo messicano e dei latifondisti del Chiapas fu di delegittimarla, rifiutando di riconoscerla come mobilitazione autonoma degli indigeni, e cercando invece “chi c’era dietro”. Questa lettura dei fatti doveva distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali della fame, dell’oppressione, dell’emarginazione, della morte, che erano all’origine dell’insurrezione, per ridurla invece a un’esplosione di violenza e di illegalità, provocata e diretta da agenti esterni.
... Giulio Girardi
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