giovedì 23 luglio 2009

La porta in faccia

... Alla fine ce l’ho fatta: erano contenti, nessuna imprecazione. Tornando in sacrestia, la porta era sbarrata. Ho suonato ripetutamente, neanche l’ombra di un frate. In questi casi c’è un messaggio, che ho interpretato così: devi confessarti, altrimenti ti si chiudono le porte. Nel pomeriggio torno in basilica. Vado in Santa Casa, snocciolo il rosario, poi mi fermo davanti alla cappella francese, quella con il tabernacolo dell’adorazione. Vicino a me c’è un prete, lo squadro, per vedere se può fare al caso mio. No; dove lo trovo un altro don Mario? Mi alzo, me ne vado. In quel momento si alza lui, mi chiede: può confessarmi? Ci sediamo. ...
Fabrizio Centofanti

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