... L’unica cosa che sa è che si sente solo, contagiato da un veleno. Deve fare affidamento a null’altro che alle sue forze. Lui, che fin da quando è entrato nell’età della ragione si è percepito essenzialmente come un malato, per essere qualcuno di diverso ha a disposizione solo se stesso. Non si conosce altrimenti, e nessuno può conoscerlo meglio di lui. No, nessuno ha il diritto di intervenire. Compirebbe una violenza. Solo Alberto conosce Alberto. Per questo, comunicare, secondo lui, significa perdere se stessi, venire derisi, rivelarsi incapaci di stare al mondo. Ecco che cosa penserebbero di Alberto. Egli non ha in sé la minima forza per sopportare l’opinione altrui, per entrare in relazione con qualcuno. È ingabbiato nella roccaforte della sua anima, incastrato nel suo stesso pensiero, a contatto con forme, luoghi, volti, tempi del tutto nuovi, e perciò estranei ed inquietanti.
... Andrea Sartori
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