sabato 19 settembre 2009

Città del sole: 1

Poche righe per spiegare ciò che NON sono e perché mi permetto il lusso di rimetterci la faccia (o, almeno, quello che ne rimane). Non sono un politico, un architetto, un “urbanista”, un economista, un “esperto”, un ingegnere della protezione civile. Non sono neppure un giornalista, né uno storico, né un vigile del fuoco, né un “palazzinaro” di bassa o alta (ma ce ne sono?) lega. Non ho nulla da guadagnare, ma neppure, una volta tanto, da perdere. Non difendo alcun interesse, se non quello ad una vita che conservi i segni di qualche forma di bellezza, magari più per mio figlio che per me. Consideratemi, se vi va, un sognatore ignorante, che di mestiere elabora utopie: mi hanno insegnato, ma forse ho capito male, che il sogno e l’utopia si trovano alla base di ogni realizzazione compiutamente umana; che possono essere un utile strumento di interpretazione, addirittura di costruzione, della realtà. D’altra parte, i primi sistemi politici, sociali ed economici furono elaborati da pensatori e filosofi; perfino colui (o coloro) che per primo tentò di domare il fuoco lo fece sotto la spinta della necessità, e del sogno. E Platone, Aristotele, Dante, Tommaso Moro, Campanella, Bruno… non mi sembrano dei mentecatti. Con loro, Vico, Fichte, Hegel, Croce, Gentile, Marx, Gramsci, Ivan Ilic, Ezra Pound, Popper…devo continuare? Sognatori. Soltanto sognatori?