lunedì 28 settembre 2009

La macchina è ferma

In macchina. Tra le mani di lui un aggeggio da lei mai visto: il navigatore. Marco propone la meta che fa gioire. Imposta. Ripone. Sul display appare il tratto di carta stradale locale graffiato da prepotente freccia, mentre una voce, invadente fino alla maleducazione, interviene per fornire istruzioni. Di fatto, il moderno sistema di navigazione stradale manda dalla parte opposta, impone inversioni di marcia, stravaganti tratti a zig zag. Ma intanto si può parlare, o meglio, si può parlare in parallelo con la voce sintetica impertinente.
Istintivamente Egle, non tanto per mirare dritto alla meta, quanto piuttosto per mettere a tacere la voce estranea a cui non è abituata, cerca una tradizionale carta stradale, che non c’è. Poco male: il breve tragitto diventa viaggio, anch’esso meta.
Lo stare bene insieme domina e un po’ alla volta dà tranquillità e spessore al respiro. Gli addendi emotivi sono condimento dal gusto variabile e intenso, spostano sguardi a tratti convergenti in un piano sfalsato rispetto al livello cognitivo. Cosicché i due non hanno idea di dove si trovano e non cercano riferimenti per orientarsi.Lei guarda quasi esclusivamente il profilo del volto di lui, pregustando il sapore della saliva che si forma copiosa negli istanti in cui Marco stacca lo sguardo dalla guida e lo allinea in raccapricciante intesa con il suo. Il pensiero libero, più efficace del limone VIVO spremuto sotto la lingua, stimola le ghiandole salivali, predisponendole ad una attività in un certo qual modo anomala. Uno sgorgo liquido piacevolmente urticante gratifica il cavo orale. Una scossa lenta si propaga: tocca i nervi dei denti di sotto, scavalca il mento, scende lungo il lungo collo, elettrizza la cassa toracica. Va a svelare alla giovane Egle l’esistenza di zone erogene.