lunedì 28 settembre 2009

La scuola

A piccoli e grandi passi: che fare?di Tullio Carapella
“Che ne sarà di noi? Della nostra scuola?”Eccoci di nuovo qua.L’estate è stata strana per il popolo della scuola, anche sotto gli ombrelloni molti non hanno smesso di chiedersi “Che ne sarà di noi? Della nostra scuola?”, anche i più stabili tra i lavoratori a tempo indeterminato, perché in fondo a tanti tra noi piace farlo bene, il nostro mestiere, e anche se salviamo “il posto” vorremmo salvaguardare anche la qualità dell’insegnamento. E si sono posti domande anche quelli, tra noi, che con più passione lo scorso anno si sono improvvisati “analisti”, hanno fatto proiezioni e previsioni, hanno suonato a martello campanelli d’allarme, perché anche a noi piaceva credere, nelle fresche sere d’estate, magari sorseggiando una caipirinha, che la vita è bella, che in fondo avevamo esagerato, che non poteva essere così, che qualcosa di miracoloso sarebbe successo… Intanto quasi da ogni giornale il nostro ministro appariva sorridente e felice nelle strade di Positano e nelle spiagge della costiera amalfitana, il fidanzatino al suo fianco, una mezza dozzina di bisonti “auricolati” al seguito (nessun taglio previsto, per loro) a vegliare sulla serenità della sua spensierata giovinezza. Che bella la vita! Proprio nulla che lasciasse presagire disastri… eppure, chissà perché, quella strana sensazione, sotto i nostri ombrelloni.