martedì 6 ottobre 2009

Ama il prossimo tuo

Quando lessi “Ama il prossimo tuo” di Remarque avevo undici anni.Giungendo al punto in cui uno dei personaggi, ubriaco, va con una donna di strada e la chiama con il nome dell’amata lontana (lasciata nel tentativo di salvarsi e salvarla dai nazisti che danno loro la caccia), avvertii stordimento e nausea, e quel che restava della fanciullezza mi abbandonò d’un tratto.
Roberto Rossi Testa