di Carmine Vitale
Andata
Chilometro due(una storia così)
Il cielo è pieno di nuvole gonfie di pioggia lontana sul mare, lungo la strada, un cane giace solitario in una netta striscia di sole. Si sente forte l’odore della morte mentre il giorno ruba spazio all’alba.L’azzurro sbiadito diventa grigio nello specchio delle pozzanghere.Ogni mattina, entrano come in una rotazione geometrica, nella mia vita piccole figure sfreccianti con i loro colori sgargianti, i ceppi ancora fumanti di una notte passata.Nessuna di loro è in viaggio premio. Nessuna di loro ha pagato un biglietto o svenduto i propri sogni.Sono semplicemente svaniti insieme.Come le fiamme dei fuochi che di notte illuminano gli abissi e di giorno lasciano spazio solo all’immaginazione.Mi sono abituato a loro, sono diventati volti familiari come il tabaccaio sotto casa, il giornalaio, il venditore abusivo di frutta, i rumeni albanesi marocchini polacchi che la mattina di ogni santo giorno percorrono a piedi questa strada affiancata dalla pista ciclabile più lunga d’Italia.Litoranea che corre lungo il mare chilometri e chilometri di pini sabbia e vento campi malati di pomodori bufale e puttane mucchi di rottami letame gente vestita a festa.Da anni faccio questa strada, attraverso case e baracche che mi scivolano addosso e penso al mio lavoro a quei mattini cosi pieni di sole a chi come loro è arrivato qui spinto dalla fame o dalla speranza e ha trovato solo la disperazione.Scrivo così, piccole poesie raccontini samidzat senza capo né coda e leggo i poeti dell’est di quell’Europa finita sulle nostre strade erede di una cosi grande cultura e così densa di bellezza che oggi qui raccoglie i pomodori soddisfa le voglie degli arrapati da un po’ di calore al freddo cuore degli animali umani.Piccoli affari sporchi si svolgono a tutte le ore e intanto intorno a quest’abisso spuntano alimentaristi musulmani improvvisati, è più facile trovare vodka che vino, e sudice baracche si trasformano in posti telefonici internazionali e cessi pubblici.Perfino i topi di campagna che a stento parlavano il dialetto, oggi squittiscono in polacco.Tutte le idee grandiose di Honza Ana Viola Jana d’improbabili Jennifer, Samantha, sono un’unica catena come la catenina che Lefty si toglie prima di andare a morire.Lo guardavo stamattina prima di andare in bagno prima di continuare a leggere Auschwitz e ripensare all’urlo di Fiore di quando abitavo a Salerno.
