lunedì 5 ottobre 2009

L'art. 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (Art. 21 Cost.)
La parola è suono, la parola è ritmo, la parola è sguardo, la parola è storia, la parola è stato d’animo, e può esprimere verità o menzogna, bellezza o abbrutimento, nobiltà o volgarità, originalità o omologazione, intelligenza o stupidità. La parola sancisce l’unicità e l’irripetibilità di una vita. E’ un diritto che nessuno può toglierci, perché è voce che esce dal grembo della terra, dal diaframma del nulla, è, insomma, diritto stesso alla vita; né può accettarsi che venga tolta, la parola, a chi assume il compito di informarci a rischio talvolta della propria esistenza, del posto di lavoro, del buio di verità per tutti coloro che non possono andare a cercarsele da soli, le informazioni; specie quando non nascono da curiosità, ma dalla necessità di fare scelte che condizioneranno fortemente la loro esistenza come singoli e come membri di una comunità. La parola che si trasforma in informazione è come il bastone per il cieco, come gli occhi dell’accompagnatore che gli permettono di muoversi nel mondo senza sfracellarsi in un burrone o sotto un treno.