OSTANA (Cuneo)
Tutti lo conoscevano come “Giacu Cayenna”. Il soprannome se l’era guadagnato quando, nel novembre del 1933, i suoi compaesani di Ostana, un piccolo borgo arroccato sotto il Monviso, a pochi chilometri dalle sorgenti del Po, l’avevano visto ricomparire dopo un lungo soggiorno all’inferno, da cui era riuscito a fuggire. La discesa agli inferi di Giacomo Bernardi, questo il suo vero nome, era cominciata il 22 febbraio del 1930.
Quel giorno, insieme ad altri 640 condannati dai tribunali ai lavori forzati, venne imbarcato a La Rochelle sul piroscafo La Martinière, un ex mercantile diretto al terribile bagno penale della Guyana francese, meglio nota come Cayenna, nell’America del Sud. Emigrato adolescente in Francia con la famiglia, “Giacu” non aveva ancora compiuto ventidue anni e doveva scontarne dieci per avere ucciso un italiano nel corso di una rissa.
