giovedì 8 ottobre 2009

Milano in una stella

Sette e trenta del mattino. Il cuore d’autunno è ancora lento. Io e Franco ci prepariamo in silenzio il lungo cammino. Controllo zaini: ci deve essere tutto – o solamente – quello che serve per la spedizione Milano. La giornata sarà lunga, oltre quaranta chilometri davanti ai piedi sono fuori ad aspettarci. L’ultimo attimo è dedicato a ciò che dobbiamo non avere: sul tavolo restano soldi, cellulare, mappe. Nel taccuino c’è un biglietto dell’ATM: l’unico legame con la civiltà urbana che dovrà ricondurci qui a fine cavalcata verso la vetta.
La giornata si annuncia bella: l’umido entra nelle ossa e mi ricorda quando ero un ragazzo di città e la vita urbana poteva trasformarsi in un’avventura lontana da tutto e da tutti: bastava cliccare su Immaginazione. Godo il tepore che sale e tutto pare più bello in questa fine novembre, qui nel profondo Nord: da est il sole esplode gigantesco verso l’alto, danza sull’asfalto che conduce alla Via Emilia poi si assesta. Il cavalcavia in Corvetto è una rampa di lancio.