Nel mondo della musica classica è riemersa la febbre da recital.
Possibilmente tematico.
Dai fasti dei dischi tematici degli anni Sessanta (che resero famosi cantanti come Fritz Wunderlich o Rita Streich) si è tornati ad un’operazione similare. Con un tocco di glamour. Per una ragione di fondo: i costi troppo alti per registrare in studio un’opera lirica.
Sembra un paradosso, ma da pochi anni le major internazionali hanno praticamente dismesso la produzione in studio di opere complete, preferendo ricorrere alle registrazioni dal vivo, possibilmente in coproduzione con i network radiofonici. Qualche anno fa, la EMI registrò in studio a Londra il “Tristan und Isolde” di Wagner con Placido Domingo e l’orchestra del Covent Garden: eppure l’investimento fu possibile per merito della donazione di un mecenate. Durante l’estate del 2008, invece, ha annunciato il “Die Presse”, è stata messa in produzione una nuova registrazione del “Ring des Nibelungen” di Wagner, direttamente dal festival di Bayreuth, destinata per la pubblicazione su cd. Ovviamente con lo zampino della Radio Bavarese, da molti anni partner di quasi tutte le etichette discografiche, e solo da pochi mesi messasi in proprio con una propria etichetta, pronta ad attingere dal suo incredibile archivio.
Così, mentre etichette come Sony Classical e Deutsche Grammophon si ritrovano a collaborare con le varie radio tedesche per pubblicare opere complete o concerti inediti (basti pensare, per quest’ultimo caso, al pianista Vladimir Horowitz e a due recital degli ultimi anni ’80 pubblicati recentemente, uno a testa, da entrambe le etichette), per ovviare al problema dei costi ingenti delle opere complete, si preferisce tornare al caro, vecchio, recital.
Con due filoni: il tema generale e l’artista.
