giovedì 1 ottobre 2009

Quale Allegria

Dicono che la religione sia proiezione dei bisogni dell’uomo. Che l’aldilà sia un’illusione per superare la paura della morte. O, peggio, l’oppio dei popoli, per mettere a tacere i disperati della terra. Se ripercorriamo la storia della fede, c’imbattiamo prima o poi nel nero della notte più fonda, nel terrore per i fulmini, nei graffiti apotropaici all’interno delle grotte. Fossi un uomo primitivo, condividerei lo sgomento, cercherei le stesse vie d’uscita.
Fabrizio Centofanti