giovedì 6 agosto 2009

Il poeta

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A cosa mi è servito passare la maggior parte della vita sui libri, coltivare la mia vocazione?, spesso si chiedeva. A cosa sono approdato? Ho pubblicato dei romanzi che avrei potuto fare a meno di pubblicare, tanto, la gente che legge libri è infinitesimale rispetto a quella che non legge. Uno scrittore non serve a nessuno, concludeva.

Una volta considerava necessario descrivere le vicende degli uomini che il tempo tesse, perché non andassero perdute. Ora aveva compreso che sono sempre le stesse e metterle per iscritto non aveva senso: bisognava solo viverle e ricordarle, finché la mente avesse retto. Non la pensava esattamente così, ma quando si conteggia il tempo si va sempre in perdita.
Felice Muolo

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