domenica 2 agosto 2009

L'influenza della luna

Poca gente, quella sera, nel parcheggio davanti al molo. Metà giugno non è ancora la stagione piena che porta grappoli di villeggianti a ciabattare e zoccolare lungo il lago. Un giugno pur caldo. Lungo il lago. Via Lungolago, e il lago è appena sotto, liscissimo quella sera, una risacca impercettibile, un mormorio che si perdeva tra platani e marciapiedi. Via dei platani. Vicolo di sotto. Fantasia toponomastica stradale delle amministrazioni.
“Una bella fantasia… i nomi di queste strade… eppure qui ogni via ha una memoria, per chi ci è vissuto, per chi ci è passato. Questa è la piazza del primo litigio, la mia piazza della nostra baruffa”.
Un uomo di mezz’età mormorava e guidava, svoltando in Via Manzoni: “questa è immancabile in ogni centro”, volgendo e rivolgendo il volante.
Gli venne in mente ‘volver’. Volver a la palabra de Dios. Sorrise un momento, ridivenne serio, svoltò.
La giardinetta (si dovrebbe oggi dire station wagon) bianca entrò nel parcheggio e lui spense il motore. Ritornò il sottofondo della risacca. Una barca a remi accostava, il pescatore scavalcò la fiancata e salì in un passo sul molo. “Agile, agile”, pensò lui osservando, e mandò un cenno di saluto allo sbarcato che già trafficava con lenze e retine.
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Roberto Plevano

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