mercoledì 12 agosto 2009
Vie delle povertà
Mi bastava ciò che guadagnavo. Le spese, certo: un mutuo consistente, le pesanti bollette di luce, gas, telefono; e quelle impreviste, visite o cure mediche a pagamento, un conguaglio da pagare, un regalo, e via dicendo. Ma ci scappavano sempre i libri, le riviste, una serata al cinema.Poi la separazione, lo stare insieme diversamente, coi figli; l’abbandono di una casa col mutuo ancora da pagare, la rinuncia agli arredi comuni, alla propria auto, alle proprie cose; e una nuova casa in affitto, altri arredi, utensili e oggetti necessari da comprare; e un cumulo di vecchie e nuove bollette.
