lunedì 31 agosto 2009

Un diritto fondamentale

di Carla Forcolin, fondatrice dell’associazione La gabbianella

I nostri operatori umanitari all’estero, sacerdoti missionari o laici, quando incontrano bambini non registrati all’anagrafe dei loro paesi, ve li iscrivono immediatamente. Lo fanno per dare loro la protezione della legge, per poterli curare negli ospedali, per poterli mandare a scuola.
Se non si è iscritti all’anagrafe non si esiste per la società civile. Non si può proteggere un bambino, che per la società non esiste, né da mafie che lo vogliano sfruttare, né da predatori di organi, né da pedofili. Inoltre, un bambino che non è iscritto all’anagrafe non esiste per l’assistenza sanitaria né per il sistema scolastico. Le bande di adolescenti che scorrazzano vivendo di espedienti, furti e rapine, in tutti i paesi poveri, sono costituite quasi esclusivamente da bambini ignorati dall’anagrafe, dalla scuola e dalla sanità pubblica. Bambini come gli altri, costretti a subire di tutto e appena grandicelli induriti dalla crudeltà della loro stessa vita. Bambini privi di qualsiasi educazione, cresciuti alla scuola della strada, che diventano pericolosi per l’intera società